C’è Grillo... o il Conte di Montecristo?

lunedì 4 febbraio 2019


C’è Grillo. Ma siamo sicuri? O è un ectoplasma, un’apparizione catodica recuperata nei tetri corridoi abbandonati degli archivi Rai? Difficile inquadrare lo speciale dedicato a Beppe Grillo, andato in onda in una sera qualunque di un gennaio 2019 qualunque sulla Rai, in un genere televisivo, più facile inserirlo in uno cinematografico: gli horror parody movies.

Grillo c’è in effetti, appare, in tutto il suo splendore di entertainer perennemente su di giri,  in due ore e mezza ( due - ore - e - mezza!) di excursus bibliografico della sua carriera di attore comico,  un trailer interminabile che ci  ha condotti  attraverso  la macabra  trasformazione  da giovanotto belloccio e di belle speranze  in splendida forma che canta e balla addirittura con Heather Parisi in una aderentissima tutina arlecchino, passando per la bolsa  controfigura di Maradona nei giorni peggiori,  fino ad arrivare ad un grande classico del genere spy: il comunicatore pazzo che vuole conquistare il mondo. 

Il tutto messo insieme con sapiente maestria nella scelta dei contenuti e nella sequenza del montaggio a balzelloni , anche detti flashbacks, che presenta il meglio del comico, definito nelle sinossi del programma rivoluzionario e innovatore, inframmezzato da una camminata sulla pizza filante, la teoria della relatività del ponte sullo Stretto, il buco nell’ozono,  il motore a idrogeno, gli attacchi a Berlusconi e Craxi, Carla Boni che odia Nilla Pizzi e le buste di plastica che soffocano i delfini. Alla modica cifra di 30 mila euro di diritti d’autore per la messa in onda, un affare. 

Era noioso, perché sempre uguale e troppo lungo, molte battute divertenti, alcuni argomenti all’avanguardia e, udite udite, anche condivisibili.   Insomma il prodotto finale  non era  brutto, ma  le teche Rai sono come i marrons glacés, irresistibili per gli addetti ai lavori e i nostalgici del varietà e per quelli del “tutto purché se ne parli” a cui piace vincere facile. Il pezzo migliore è sicuramente in quei due minuti scarsi quando l’intervistatore di Prisma,  storica rubrica dello spettacolo del Tg1, lo interroga con garbo ed educazione sulla sua rentrée cinematografica del 1987 con “ Topo Galileo” dopo la cacciata dalla tv per via della battuta- ad oggi ancora infelicissima- sul partito socialista dell’epoca, al quale risponde, con gestacci, fastidio  e irritazione “ Topo Galileo è uno che si vendica, chi meglio di me può compiere una vendetta? Ve la faccio pagare, prima o poi ve la faccio pagare a tutti”. 

Grillo in tv con i grillini al governo è  praticamente la glorificazione suprema post martirio nel Walhalla del digitale terrestre, si suppone pertanto che il titolo di un eventuale nuovo programma di rientro in tv del mattatore Grillo  invece del già edito “Furore”, potrebbe tranquillamente chiamarsi “Livore”, preso atto che almeno l’onestà intellettuale non l’ha persa, visto che già allora ammetteva di “affrontare tutto con grande cattiveria”. Grillo come Edmond Dantès, eccezionale.Non si può dire lo stesso del commento di lancio, il promo casereccio  declamato alle agenzie di stampa da Alessandro Di Battista poche ore prima dello speciale nella sua qualità di emulo e compagno di partito e anche lui grillo parlante della politica fuori dalla politica dei palazzi:  ”Non vedo l’ora di vedere finalmente Grillo in Rai. Dopo che la censura l’ha fatto cacciare, oggi dei nuovi censori tentano disperatamente di rimettere il bavaglio allo stesso Grillo di allora, visto che il materiale d’archivio che andrà in onda questa sera non riguarda minimamente il Beppe Grillo legato al M5S. Si tratta di sketch di quel Grillo cacciato dalla Rai nonostante ascolti stellari”.

O è lo stesso Grillo di allora o non lo è, decidiamoci...

In Unione Sovietica ai tempi d’oro, questo modo di descrivere la realtà ad uso e consumo del partito per confondere quelle poche idee e confuse di molti che non hanno gli strumenti per cogliere le sottigliezze, si chiamava disinformazia, rallegriamoci, grazie ai fucilieri assaltatori del generale in comando col joystick del videogioco supremo alla conquista del mondo è arrivata anche qui.


di Romana Mercadante di A.