Storica visita del Papa negli Emirati Arabi

Il 2019 è l’Anno della Tolleranza. E l’incontro interreligioso per promuovere la fratellanza umana diventa fattore necessario per mettere in pratica la teorizzata tolleranza. Al suo arrivo negli Emirati Arabi Papa Francesco è stato quindi ricevuto in grande stile dal ministro degli affari esteri e da quello della tolleranza e della cultura, figura istituita dal governo di recente. Il primo vescovo di Roma a mettere piede nella penisola del Golfo Persico è stato accolto dalle parole dello sceicco Mohammed bin Zyed Al Nahyan: “Noi siamo le persone più felici del mondo perché lei è qui”.

L’obiettivo della visita è chiaro e viene subito ribadito: "L’incontro con l’islam tollerante permette di non tornare più indietro e il mondo è un posto più sicuro se ci si affida al dialogo interreligioso”. La chiesa di Papa Bergoglio sta cercando in tutti i modi di mettere un freno ai fondamentalismi e promuovere quel valore unificante delle religioni, pur nelle loro diversità: per questo non può sottrarsi a tendere una mano a tutti quei credenti che vogliono liberare l’Islam da connotazioni violente ed estreme.

Con questo spirito infatti si terrà la “Conferenza globale sulla fratellanza umana” organizzata dal “Muslim Council of Elders”, un organismo internazionale indipendente con sede nella capitale degli Emirati e che fa capo al Grand Imam di al-Azhar (lo Sceicco Ahmed El-Taye).

Papa Francesco ricorda come la fratellanza slegata dal riconoscimento dei diritti dell’altro non è tale. “Non esiste violenza che possa essere giustificata”.

Elogia gli Emirati “per l’impegno nel tollerare e garantire la libertà di culto, fronteggiando l’estremismo e l’odio”, ma nello stesso tempo ricorda quale sia la vera “libertà religiosa” che “non si limita alla sola libertà di culto, ma vede nell’altro veramente un fratello, un figlio della mia stessa umanità che Dio lascia libero e che pertanto nessuna istituzione umana può forzare, nemmeno in nome suo”. “Non si può proclamare la fratellanza e poi agire in senso opposto”.

Che gli Emirati arabi siano un ponte fondamentale tra Oriente ed Occidente è fuori di dubbio e l’importanza strategica di questo lembo di terra viene ribadita anche dal segretario di stato Pietro Parolin: “Pensa agli aeroporti… Normalmente, per andare ad Est devi attraversare un aeroporto negli Emirati Arabi Uniti. È un ponte con l’Occidente, ed è una terra che si caratterizza come una terra multiculturale, multietnica e multi-religiosa. In questa realtà, la presenza oggi del Papa è come lui stesso ha detto nel video messaggio che ha diretto in occasione del viaggio quello di scrivere una nuova pagina nella storia delle relazioni tra le religioni, confermando in particolare il concetto di fraternità. Questa è l’aspettativa e la speranza”.

Fermo restando il ruolo la convinzione di Papa Francesco, rimane il dubbio che per tutti gli altri “l’anno della tolleranza” sia solo una scusa per incrementare i propri business già milionari.