Le forze dell’ordine utilizzano ricetrasmittenti pericolose per la salute?

Lo sanno i carabinieri e in genere i militari delle forze dell’ordine (e anche quelli dell’operazione “Strade sicure”) che le ricetrasmittenti che usano in servizio sono giudicate in rapporti ufficiali del comando dell’Arma come potenzialmente “pericolose per la salute dei lavoratori”?

Si tratta delle note radio ricetrasmittenti Motorola MTP850 e il Comando generale dell’Arma ne ha già chiesto ulteriori verifiche al Cisam cioè il Centro interforze per lo studio delle applicazioni militari, rinomato centro tecnologico che si occupa anche di cose come le relazioni tra la salute degli appartenenti alle forze dell’ordine e gli apparecchi o le armi in loro dotazione. In attesa di ulteriori riscontri, sempre l’Arma ha diramato una sorta di vademecum sul come usare queste radio che prevede tra l’altro di utilizzarle per brevissimi periodi, non più di 30 secondi di esposizione ogni sei minuti. E se per esigenze di servizio si dovessero superare tali limiti si suggeriscono accorgimenti come “tenere l’antenna rivolta verso l’esterno in direzione opposta al corpo dell’operatore” e di parlare tenendo l’orecchio ad almeno 30 centimetri (che non è piccola distanza) dalla ricetrasmittente. Il tutto messo nero su bianco da una circolare emanata il 27 dicembre scorso dall’Ufficio logistico del Comando Legione carabinieri Sardegna e firmata dal generale di Divisione, Giovanni Truglio. In questa circolare si raccomandano le suddette precauzioni per l’utilizzo delle ricetrasmittenti. Primo a chiedere conto di tutto ciò è stato Luca Marco Comellini, segretario del sindacato dei militari che su Infodifesa.it ha sollecitato l’intervento del Comandante dell’Arma, generale Giovanni Nistri. “Chiediamo – scrive Comellini – di sospendere immediatamente l’uso degli apparati radio su tutto il territorio nazionale e di avviare adeguate azioni di monitoraggio sullo stato di salute del personale interessato”.

Comellini, che è anche titolare da molti anni di una rubrica su Radio radicale ogni lunedì sera alle 23, dedicherà presto una trasmissione a tutta questa incredibile vicenda. Che si aggiunge alle già numerose e annose polemiche che investono il ministero della Difesa e la ministra pro tempore, la grillina Elisabetta Trenta.