Mamma, la privacy!

È il momento delle vacanze, del meritato riposo dopo un anno di lavoro. Oltre a concedersi svago e relax, chi è genitore approfitta di questi momenti per trascorrere più tempo con i propri figli, per condividere giochi, scoperte ed attività che sono precluse durante il resto dell’anno. Una gita in barca a vela, un’immersione per curiosare sui fondali o una passeggiata in alta montagna: momenti felici che vengono immortalati per essere conservati e condivisi con i propri cari. Ma non tutti si accontentano di mostrare le foto dei propri figli a nonni, zii ed amici attraverso messaggi privati, ma decidono di pubblicare gli scatti tanto amati anche sui social media, rendendoli quindi pubblici a tutti gli effetti: un gesto apparentemente innocuo e poco rilevante che potrebbe invece costare caro agli sprovveduti genitori.

Risale infatti a settembre 2016 la prima sentenza in Italia sull’argomento: il Tribunale di Mantova, chiamato in causa dal padre separato di due bambini di uno e tre anni, aveva sentenziato che per pubblicare foto di minori sui social network fosse necessario il consenso di entrambe i genitori e che la madre dovesse quindi procedere all’immediata rimozione delle immagini già pubblicate ed oggetto di controversia. Nella motivazione, il giudice spiegava che “l’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi. Il rischio maggiore è la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate”.

E a dicembre scorso la giurisprudenza si è pronunciata di nuovo e in maniera ancora più restrittiva con una sentenza emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di una madre che era stata portata davanti al giudice dal suo ragazzo sedicenne: pur sollecitata dal figlio a non condividere più sui social network scatti che rivelassero dettagli della sua vita privata, la mamma, già in causa di separazione con il padre del giovane, ha continuato a pubblicare gli scatti, mettendolo quindi nella condizione di subire una esposizione mediatica non gradita. Per questo motivo la Corte ha imposto all’incauto genitore non solo l’immediata rimozione dei post incriminati ma ha anche condannato la donna al pagamento di un risarcimento pari a 10mila euro, ravvisando nel suo comportamento un motivo di procurato danno nei confronti del figlio minore.

Il tema delle foto di minori condivise sui social riceve così anche nel nostro paese un’attenzione che all’estero è già molto alta, in particolar modo in Francia, dove i genitori rischiano addirittura la prigione: la normativa d’oltralpe, infatti, stabilisce che qualora un adulto pubblichi una foto di un minore senza il consenso dell’interessato, potrebbe incorrere in una sanzione fino a 35mila euro oppure, in casi estremi, essere condannato ad un anno di detenzione. In Germania, anche se le regole non sono così ferree, i minori possono comunque adire le vie legali contro i genitori.

Si rende quindi necessaria per i genitori social network addicted una seria riflessione sull’obbligo di responsabilità che ciascuno ha nei confronti dell’immagine dei propri figli e sulle conseguenze che potrebbe avere in futuro la sovraesposizione, inconsapevole e forse indesiderata, delle loro foto in rete.