Strage braccianti: Foggia contro il caporalato

“No al caporalato”. A Foggia due cortei manifestano l’indignazione contro il fenomeno di sfruttamento e per ricordare le 16 vittime delle stragi dei migranti, morti negli  incidenti stradali. Il primo corteo, organizzato da Usb, è partito alle 8.30 dall’ex ghetto di Rignano, nel comune di San Severo. Più di un centinaio di persone hanno preso parte alla cosiddetta “Marcia dei berretti rossi”. Le parole d’ordine sono chiarissime. Si tratta della “marcia dei braccianti che indossano i berretti nei campi, come unica protezione dal solleone mentre raccolgono i pomodori, per la vergognosa paga di un euro al quintale”. Sono due gli slogan urlati durante la protesta: “Basta morti sul lavoro” e “Schiavi mai”.

La seconda manifestazione è in programma oggi alle 18 a Foggia. Partenza prevista dal  piazzale della Stazione. Al corteo hanno già aderito Cgil, Cisl e Uil e numerose altre associazioni, tra cui l’Arci e Libera.  “Quanto accaduto – sostengono i manifestanti – è la conseguenza estrema e drammatica di una condizione che accomuna tutti i lavoratori in agricoltura. Per questo è il momento di dire basta a ogni forma di sfruttamento, di sotto salario. È il momento di abbandonare la pratica del caporalato che oramai rende i lavoratori succubi di una anormalità non più accettabile”. Frattanto, l’inchiesta della Procura di Foggia inizia a muoversi. Secondo le indagini sono sei le aziende, cinque pugliesi e una molisana, dove le vittime avrebbero prestato servizio prima dei due incidenti stradali. Si vuole accertare se i migranti siano stati sfruttati dai caporali.

Ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato in Puglia per manifestare il proprio cordoglio per le vittime e denunciare il caporalato. “Dietro queste morti – ha detto – non c’è dignità. C’era un lavoro sfruttato e non c’era dignità. Dobbiamo fare in modo che questo non accada. Si tratta anche di aiutare gli imprenditori con meccanismi incentivanti. Perché gli imprenditori siano portati rinunciare a un pezzo di lucro per favorire condizioni di lavoro nel rispetto della dignità dei lavoratori”.