Scuola centrale per rieducazione detenuti

“La sfida che l’insegnamento in carcere ci pone è quella di riuscire a instaurare con i corsisti un rapporto di collaborazione per favorire la trasmissione dei contenuti didattici in un clima disteso che faciliti l’apprendimento. L’idea fondamentale è la centralità del detenuto e la personalizzazione del trattamento penitenziario in funzione degli obiettivi indicati dall’articolo 27 della Costituzione. Ciò significa porre l’attenzione sul forte legame che si deve creare - e mantenere - tra società civile e carcere”.

Così il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri intervenendo al convegno “La scuola in carcere nei settant’anni della Costituzione” organizzato dal Centro Studi per la Scuola Pubblica.

“Lo svolgimento di attività formative che vedano il coinvolgimento di gruppi di detenuti in percorsi di approfondimento, legati all’ambito sia artistico sia tecnico del settore teatrale - ha aggiunto - è una felice intuizione e una risorsa di singolare importanza, perché, da una parte, si trasmettono competenze e strumenti applicabili a diversi ambiti, fornendo ai detenuti un bagaglio di professionalità e capacità tecniche, utili e spendibili, inerenti i mestieri del palcoscenico, dall’altra, ancora una volta, si riconosce l’attività culturale e teatrale come valido strumento al fine della rieducazione, della formazione e del per corso di reinserimento sociale”.