La Deneuve rompe il fronte delle molestate di Hollywood

“Oui, je suis Catherine Deneuve”. E me ne frego delle presunte molestie che qualcuno può anche chiamare “tentativo di seduzione”.

Come a dire: finalmente una che si accorge come la violenza contro le donne sia un problema tipico dei Paesi islamici. Non di Hollywood.

Certo, le femministe alla Laura Boldrini e quelle para-isteriche anti-Cav. del “se non ora quando” strilleranno come aquile. Le tante “Asie” Argento s’indigneranno e tireranno moccoli nelle trasmissioni televisive in cui sono ospitate a giorni alterni, ma se c’è un’icona di vero femminismo nel mondo del cinema proprio la Deneuve, in anni diversi e difficili per le donne, lo ha incarnato.

Chissà poi, c’è da chiederselo, se la coincidenza tra questa campagna contro le molestie a Hollywood o nel mondo delle rockstar - che è simile alla scoperta dell’acqua calda - e l’ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca nuoccia o invece giovi alla campagna femminista in atto. Sia pure fuori tempo massimo. Assomiglia tragicomicamente a quella antiberlusconiana sulle escort. Di certo promuove l’immagine del molestato. Vero o immaginario che sia.