Il Corano contrario ai diritti umani

venerdì 13 ottobre 2017


Interrogato sull’incerto significato di molti versetti del Corano e sulla possibilità di leggere, a cominciare dalla “Dichiarazione di Fede (Fatiha)” – il capitolo (Sura) iniziale, espressioni e professioni di fede in differenti capitoli e versetti del Corano che spesso si contraddicono tra loro, il professor Aldeeb ha così risposto:

Il Corano è pieno di contraddizioni, perché le scuole giuridiche che ne hanno fatto derivare la “norma” sociale e comportamentale, sono dovuti ricorrere alla teoria dell’“abrogazione” (n.d.t.: in caso di contraddizione è il versetto successivo in ordine di tempo che abroga il precedente!).

Almeno il 20 per cento dei versetti del Corano è ambiguo, prestando interpretazioni contraddittorie. Le lunghe esegesi avvenute nel tempo hanno rilevato queste contraddizioni. Alcuni versetti hanno fino a venti differenti interpretazioni, che si contraddicono a vicenda. Per chi deve tradurre il testo Sacro è un incubo reale perché in effetti non sa quale senso adottare.

La violenza è ricorrente nel Corano. Accanto a versi pacifici e tolleranti, ci sono molti versi che invitano alla violenza. Io ho adottato l’edizione del Corano in ordine cronologico solo perché in questa maniera si permette di vederne l’evoluzione e di separare il grano dalle zizzanie.

Se la parte del Corano riferita al periodo di Mecca può essere letta senza problemi di sorta, la parte del Corano relativa a Medina è ai miei occhi 1000 volte peggio di Mein Kampf di Hitler ed è certamente contraria alle norme di Diritto di Diritto Internazionale. Questo concetto è espresso chiaramente nella prefazione dei miei libri: “Il Corano, anche indirettamente attraverso la Sunnah di Mohammed, impone che i musulmani debbano seguire norme contrarie ai diritti umani, riconosciuti oggi a livello internazionale. Invito i lettori a leggerlo criticamente e collocarlo nel suo contesto storico, vale a dire il settimo secolo d.C.”.

Tra le norme che violano i diritti umani, che per contro ispirano le leggi dei paesi arabi e musulmani e che i movimenti salafiti vorrebbero applicare in tutto o in parte, possono essere citate come esempi:

Ineguaglianza tra uomini e donne in argomenti quali il matrimonio, il divorzio, l’eredità, la “testimonianza”, sanzioni e occupazione, matrimonio di ragazze in povertà, concubinaggio, e circoncisione maschile e femminile sui bambini;

Ineguaglianza tra musulmani e non musulmani nel matrimonio, divorzio, eredità, testimonianza, sanzioni e lavoro;

Il non riconoscimento della libertà religiosa, in particolare la libertà di cambiare religione;

L’esortazione a combattere i non musulmani, ad occupare i loro Paesi (Sunna), a imporre ai non musulmani il pagamento di un tributo (jizya) e di uccidere coloro che non seguono le religioni monoteiste;

La schiavitù, la cattura di nemici e l’appropriazione delle loro donne;

Pene crudeli come l’uccisione dell’apostata (che abbandona l’Islam), la lapidazione dell’adultera, l’amputazione delle mani del ladro, la crocifissione, la fustigazione e la legge del taglione (occhio per occhio, dente per il dente);

La distruzione di statue, dipinti e strumenti musicali, e la proibizione delle arti (Sunna);

Sfruttamento degli animali e l’uccisione di cani da compagnia (Sunna).

Vorrei sottolineare che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato nel 2001 che “La legge islamica è incompatibile con la democrazia ei diritti umani” http://wp.me/p1gLKx-1hF, ribadendo nel 2003 che “in una società democratica lo Stato può limitare la libertà di manifestare una religione, ad esempio l’indossare il velo islamico se l’uso di tale libertà danneggia la protezione dei diritti e le libertà degli altri, in particolare per l’ordine e sicurezza pubblica. Ora dovrebbe essere più preciso e chiarire che il Corano è contrario ai diritti umani.

I Paesi occidentali partecipano ai bombardare terroristi in Iraq, Siria e altrove, e “pattugliano” il proprio territorio con soldati nelle strade delle loro città per fermare attacchi terroristici. Ma allo stesso tempo continuano a consentire la distribuzione e la vendita del testo originale del Corano, su cui si basano gli atti terroristi perpetrati dagli jihadisti.

Dunque, il problema principale è incentrato sull’ignoranza e la mancanza di volontà dei nostri leader, degli intellettuali e dei giornalisti occidentali ad approfondire la conoscenza dell’Islam, cercando di aprire al dialogo sui cambiamenti da imporre all’Islam per renderlo maggiormente in linea con i diritti dell’uomo. Ci si rifiuta di diagnosticare il male, e di conseguenza si diviene complice del male. Quale università avrebbe osato insegnare ai suoi studenti ciò che ho appena scritto? Quale giornalista avrebbe osato scrivere quanto ho testé espresso? Quale politico avrebbe osato dichiararlo chiaramente? Tutti interrogativi che alla fine dovranno trovare risposte concrete in difesa dei tanto acclamati diritti dell’uomo e della sua dignità.

(*) Sami Aldeeb è professore universitario e Direttore del Centro di Diritto Arabo e Musulmano di Saint-Sulpice in Svizzera. È autore e ha pubblicato traduzioni in francese, inglese e italiano del Corano, proponendone la lettura delle Sure in ordine cronologico. Ha scritto numerose opere, studi e articoli sul mondo musulmano www.sami-aldeeb.com.

(**) Traduzione a cura di Fabio Ghia


di Sami Aldeeb (*)