Scelte sbagliate e colpe collettive

Che l’Italia dal Nord al Sud sia un colabrodo e un Paese pieno di trascuratezze miopi e potenzialmente esplosive, si sa e molto bene. Come si sa bene che di fronte ai disastri, che obbligherebbero a un deferente silenzio, scatta sempre purtroppo il gioco dello scaricabarile. Nella politica, nelle istituzioni e nella classe dirigente, lo scaricabarile è lo sport più frequentato, una testimonianza insomma delle ragioni per cui nulla si è cambiato e difficilmente si cambierà. Da noi c’è sempre un responsabile precedente, oppure alternativo sul quale scaricare le motivazioni del perché e del per come. In questo nostro Paese l’assunzione della responsabilità, intesa in senso pieno, non solo latita ma può far gioco in tante occasioni, purtroppo.

Insomma, la colpa e i colpevoli difficilmente escono fuori, si perdono sempre a ritroso nel tempo, si confondono con i troppi livelli decisionali, evaporano nelle infinite polemiche. Eppure, nelle reiterate e tristi occasioni dei disastri e delle calamità emergono regolarmente con chiarezza i punti deboli e le potenziali situazioni di pericolo e di rischio sulle quali si dovrebbe intervenire. Qui non si tratta di scrivere il solito elenco delle necessità, come non si tratta di usare il ritornello dell’“avevamo detto”, si tratta invece di fare un esame di coscienza e di verità. Da questo esame con tutta probabilità uscirebbe fuori qualche soluzione e qualche speranza per il futuro. Innanzitutto la necessità per gli italiani di sapersi scegliere i rappresentanti di ogni livello istituzionale, insomma quelli che poi decideranno cosa fare. Immediatamente dopo l’urgenza di produrre una legge che obblighi Comuni, Regioni e chi altri, a impegnare e utilizzare le risorse per la messa in sicurezza territoriale. Troppo spesso, infatti, nel gioco delle discolpe si sente dire che non ci sono fondi per questo e per quello, non deve più accadere. Meglio togliere fondi alle tante cose inutili, secondarie, comunque non prevalenti e destinarli alla manutenzione, ristrutturazione e messa in sicurezza degli assetti urbani e territoriali.

Insomma, deve esserci una legge che obblighi e impegni a intervenire, togliendo le discrezionalità di alcune scelte. Altrettanto deve esserci da parte di tutti i cittadini molta, ma molta più attenzione nell’indicazione delle persone che li rappresenteranno dentro le istituzioni. Ecco perché dietro tanti fatti così spesso drammatici ci sono scelte sbagliate e colpe collettive. In buona sostanza, l’Italia è così malmessa da non potersi più affidare all’improvvisazione, all’impreparazione, alla suggestione. Vale a livello nazionale e vale a livello locale, solo così potrà esserci futuro e la speranza di incamminarci sulla strada del cambiamento.