Braccio di ferro sugli scioperi di venerdì

mercoledì 15 novembre 2023


Venerdì sciopero dei trasporti. Era diventato un ritornello, che è andato avanti negli ultimi anni. Nel mese di ottobre, per quattro venerdì, i cittadini sono stati costretti a subire i disagi della sospensione dei mezzi pubblici. Il discorso sulla regolamentazione del diritto di sciopero va avanti da molto tempo fino alla Legge 146 che regola gran parte delle modalità delle astensioni dal lavoro. Questa volta di fronte al malcontento espresso da molta parte della popolazione e di organizzazioni di altre categorie la Cgil di Maurizio Landini e la Uil di Pierpaolo Bombardieri hanno scelto una complessa articolazione di sciopero per 8 ore e per aree regionali.

I primi settori a scioperare, venerdì 17 novembre, sono quelli del trasporto, della scuola e del pubblico impiego del Centro (a Roma raduno classico a piazza San Giovanni). Per venerdì 24 novembre, invece, sciopero al Nord e per venerdì 1° dicembre sciopero al Sud. Nel braccio di ferro con il Governo le tre confederazioni sono divise. Il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra nell’analizzare i contenuti della manovra economica ha sottolineato che in materia ci sono luci ed ombre che inducono a proseguire il confronto. L’elemento più penalizzante della manovra economica è senz’altro la portata limitata delle risorse ma altri elementi rispondono alle sollecitazioni dei sindacati e in particolare della Cisl, tipo il taglio del cuneo contributivo, l’accorpamento delle due aliquote Irpef al 23 per cento, l’innalzamento a 8.500 euro la no-tax area anche per i lavoratori dipendenti, l’azzeramento delle tasse sui fringe-benefit fino a mille euro per i lavoratori che non hanno carichi familiari. Ci sono di positivo, infine, gli 8 miliardi (5 per il pubblico impiego e 3 per il sistema sanitario) che consentono di avviare la fase dei rinnovi dei contratti.

Poi nella manovra è sbagliata, osserva ancora Sbarra, la stretta sulle pensioni, la penalizzazione per chi ricorre a quota 103, la riduzione delle aliquote e i rendimenti per medici, infermieri e personale degli enti locali e il blocco delle assunzioni. Queste agevolazioni inducono la Cisl ad effettuare una manifestazione in piazza Santi Apostoli il 25 novembre, cioè un sabato per limitare i disagi ai cittadini e non gravare con una giornata di trattenute a causa dell’astensione del lavoro voluta da Cgil e Uil che in definitiva danneggia i lavoratori e le imprese. Il più deciso a contrastare l’andamento di questo tipo di astensioni dal lavoro è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. A parte la polemica con Landini (milioni di italiani non possono essere ostaggio dei capricci del sindacalista della Cgil che vuole organizzare l’ennesimo weekend lungo) c’è il fatto che l’ultimo sciopero generale proclamato dalla Cgil e Uil contro la manovra del Governo Meloni è del 16 dicembre del 2022. Alle polemiche politiche si è aggiunta la decisione della Commissione di garanzia, l’ente istituito nel 1990 e presieduto ora dalla professoressa di diritto del lavoro dell’Università di Teramo Paola Bellocchi, secondo la quale alla protesta generale di venerdì mancano i requisiti di legge, invitando i due sindacati confederali a rimodulare le modalità degli scioperi, riducendo l’orario di stop ed escludendo il settore aereo (accettato) e quello dell’igiene ambientale.


di Sergio Menicucci