Autonomie, Salvini riceve i primi sì, ma attacca su nomine Ue

Nel lungo vertice di governo di ieri, Matteo Salvini ottiene i primi sì sulle Autonomie. Naturalmente, non si tratta dell’accordo definitivo, ma una bozza di testo inizia a a prendere forma. I pentastellati sembra non vogliano mettersi di traverso. E il ministro dell’Interno per dare credito alla buona volontà grillina “apre” alla possibilità che le Camere possano modificare il provvedimento che uscirà dal Cdm.

Il primo accordo verte sul capitolo della ripartizione delle risorse finanziarie. Un nuovo incontro è fissato lunedì 8 luglio. A quel punto, si comprenderà la natura dell’accordo dal testo finale targato M5s–Lega. Ma la serata leghista ha cambiato tono dopo l’elezione del democratico David Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo. L’Europarlamento elegge un vicepresidente del M5s, Fabio Massimo Castaldo, facendo ipotizzare i sospetti di un accordo tra Pd e i grillini.

L’elezione di Castaldo fa gridare il Movimento al “capolavoro diplomatico” e la Lega a un “cordone sanitario messo in piedi” contro il sovranismo. E sebbene sia dal Pd che dal M5s neghino, il duo Sassoli–Castaldo fa pensare perlomeno ad un patto di non belligeranza tra il M5s e il Pd, con la partecipazione attiva del Ppe. E ora, per la Lega, il timore è che il “cordone sanitario” possa portare più di un ostacolo alla “conquista” di un posto da commissario.

Alla riunione di governo iniziata alle 20 sono presenti tutti i ministri. Ciascuno di loro è interessato ad una porzione della riforma sulla quale è alto il pressing di Luca Zaia e Attilio Fontana. Salvini, al di là delle Autonomie, si presenta con un’altra richiesta da formalizzare al premier Giuseppe Conte: la nomina “subito” del ministro per gli Affari Ue. Una nomina per la quale Salvini assicura di avere le idee ben chiare e per la quale sembrano in pole l’attuale ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana e l’economista Alberto Bagnai. Anche Conte sottolinea come, con l’infrazione evitata, i “tempi siano maturi” perché il premier lasci la delega.

Conte e i due vice fanno anche il punto in una riunione ristretta nel corso della quale parlano di questa nomina, che verrà formalizzata solo nei prossimi giorni. Nella prima parte della riunione, quella sulle finanze, una prima intesa tra M5s e Lega sulle autonomie prende forma, con il Movimento che arriva con l’obiettivo di trovare un meccanismo di perequazione equilibrato per evitare che le Regioni prendano più o meno risorse a seconda del gettito prodotto negli anni futuri.

Il governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana, intervenendo stamattina in diretta, a Radio Anch’io, su Radio1 Rai, l’autonomia delle Regioni “deve essere una riforma importante per il nostro Paese. Se vogliamo veramente che questo Paese inizi a cambiare, deve farlo davvero e non con quelle finte riforme fatte negli anni passati in cui si dava ragione un po’ al centro, un po’ alla destra, un po’ alla sinistra e sostanzialmente non si cambiava niente. Questo è un momento che deve essere epocale per il Paese”.

Il presidente leghista della Regione Veneto, Luca Zaia, sentito dall’Ansa sugli sviluppi del tema autonomia dopo il vertice a Palazzo Chigi di ieri sera, sottolinea che “solo i pessimisti non fanno fortuna e anche gli esiti dell’incontro di ieri sera a Roma, un passaggio fondamentale, costituiscono un buon segnale”. Zaia dichiara fin d’ora la “totale e piena disponibilità a valutare con equilibrio la proposta che ci arriverà: se sarà un’autonomia seria, rispettosa dei miei cinque milioni di veneti e della Costituzione. Di certo non firmeremo accordi al ribasso o finte autonomie”.

Di tutt’altro tono la posizione del presidente Pd della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. “A me pare – attacca – ormai una barzelletta. È un anno che, ogni settimana, il Governo ci dice che la settimana successiva firmeremo per l’autonomia. Io rivendico la bontà della proposta dell’Emilia-Romagna, che a mio parere è la più equilibrata. Insieme a Lombardia e Veneto, tre regioni che sono partite per prime, abbiamo il diritto di sapere la verità: vuole essere concessa l’autonomia all’Emilia-Romagna? Ci si dica o sì o no. Non ci si prenda in giro”.