Putin a Roma: la visita lampo in una città blindata

La visita di Vladimir Putin a Roma ha comportato straordinarie misure di sicurezza. La capitale è blindata, per almeno dodici ore, incluso l’aeroporto di Fiumicino. L’aereo presidenziale dovrà parcheggiare in un’area decentrata, a ridosso della Cargo City. Putin vola a bordo di un Ilyushin 96–300Pu da 5 miliardi di rubli (70 milioni di euro) e si muoverà nella capitale con la lussuosa Aurus Senat, “made in Russia”. 

In campo le forze dell’ordine di stanza al “Leonardo da Vinci”, con pattuglie della polaria, dei carabinieri e della finanza, che perlustrano l’intero perimetro aeroportuale, oltre che personale di Aeroporti di Roma. Appostati i tiratori scelti, mentre a terra sono state predisposte pattuglie supportate da unità cinofile antiterrorismo. Meticolosi, sia da parte degli agenti della polizia di frontiera sia degli artificieri, i controlli cui sono stati sottoposti, tra gli altri, giornalisti, cameraman e fotografi accreditati a seguire le fasi di arrivo del presidente. Massima vigilanza anche dall’alto, con l’ausilio di un elicottero, sulle strade attraverso le quali passerà il corteo presidenziale.

Si tratta della prima visita ufficiale in Italia in quattro anni. Al primo punto dell’agenza di Putin il rilancio del dialogo Italia–Russia. Della delegazione russa fanno parte anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov e quello dell’Industria Denis Manturov. Il traffico romano è stato bloccato in una “green zone” che comprende 50 strade. Sono proibite le manifestazioni, lo spazio aereo è altamente controllato e sono schermate le comunicazioni telefoniche.

La durata della visita è brevissima. Soltanto dieci ore per una serie di incontri serrati. Il primo appuntamento previsto è alle 13 in Vaticano, per l’udienza con Papa Francesco, a cui seguirà, alle 15, un pranzo al Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Poi alle 16.15 il vertice con il premier Giuseppe Conte. Subito dopo è prevista una conferenza stampa congiunta a Palazzo Chigi. Intorno alle 18.30, Putin interverrà al Forum di dialogo italo–russo della società civile alla Farnesina.

La visita di Putin a Roma si chiuderà alle 19.30, con una cena di lavoro a Villa Madama offerta dal premier Conte.

Intervistato dal Corriere della Sera, il leader del Cremlino (attraverso domande a cui ha accettato di rispondere per iscritto, ndr), ha detto che “con l’Italia ci sono rapporti particolari, collaudati dal tempo. È stato messo a punto un dialogo basato sulla fiducia con la sua dirigenza”. Putin giudica le sanzioni europee contro la Russia “illegittime”. Eppure, “non ci impediscono nel complesso di sviluppare con successo lo scambio di investimenti e una cooperazione produttiva”. E ricorda: “L’Italia è uno dei principali partner commerciali del nostro Paese, al quinto posto nel mondo dopo la Cina, la Germania, i Paesi Bassi e la Bielorussia. In Russia sono rappresentate circa 500 aziende italiane”. E nonostante le sanzioni, “i legami bilaterali si stanno sviluppando con successo. L’interscambio è cresciuto nel 2018 del 12,7 per cento a 26,9 miliardi di dollari”.

Putin respinge anche l’idea di un ruolo della Russia nella nuova corsa agli armamenti voluta da Trump: “Confrontate quanto spende per la difesa la Russia – circa 48 miliardi di dollari – e quello che è il bilancio militare degli Usa, oltre 700 miliardi di dollari. Dov’è allora in realtà la corsa agli armamenti? Noi non abbiamo intenzione di lasciarci coinvolgere in una simile corsa, ma abbiamo l’obbligo di garantire anche la nostra sicurezza”.

Tuttavia “negli ultimi tempi a Washington “sembra che si cominci a riflettere su un riavvio del dialogo bilaterale su un’ampia agenda strategica” e “la Russia ha la volontà politica per tale lavoro”. Secondo Putin bisogna “rinunciare alle concezioni arcaiche, dei tempi della guerra fredda, di “deterrenza” e “logica dei blocchi”. Il sistema di sicurezza deve essere unico e indivisibile. Esso deve poggiare sui principi fondamentali fissati nella Carta dell’Onu e nell’Atto conclusivo di Helsinki ivi compresi il non uso della forza o della minaccia di forza, la non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, la ricomposizione pacifica, e politica delle controversie”.

Il leader russo liquida le accuse di interferenze politiche negli altri governi attraverso l’uso degli hacker: “non ci siamo intromessi e non intendiamo intrometterci negli affari interni sia dei Paesi membri della Ue sia degli altri Stati del mondo”. Putin precisa anche i termini dei rapporti della Russia con la Lega di Salvini (“si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti–russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono”) e Berlusconi: “ci legano rapporti di amicizia pluriennali. Silvio è un politico di statura mondiale, un vero leader che propugna fermamente gli interessi del suo Paese nell’arena internazionale”.

Un disgelo dei rapporti fra Russia e Ucraina, dopo l’elezione di Vladimir Zelensky, Putin lo ritiene possibile “se Zelensky inizierà ad adempiere alle sue promesse pre–elettorali. Ivi compresa quella di avviare contatti diretti con i propri concittadini nel Donbass e di cessare di chiamarli separatisti”. Della Russia dopo Putin dal 2024 “è prematuro parlarne. Ci sono ancora cinque anni di lavoro intenso e con questo dinamismo vertiginoso che ora stiamo osservando nel mondo, è difficile fare previsioni”.