Minniti: “Con Libia situazione cambiata in modo sostanziale”

Marco Minniti giudica negativamente l’operato di Matteo Salvini sulla questione migranti. Soprattutto, non condivide la chiusura, indiscriminata, dei porti italiani decisa dal vicepremier e ministro dell’Interno leghista. Minniti, in un’intervista alla Repubblica, sostiene che non sia stata delineata alcuna intesa con la Libia, perché “gli accordi internazionali non si stracciano, meno che meno in modo unilaterale, pena l’inimicizia. E in questo momento non abbiamo bisogno di inimicarci il popolo libico. Però alcune cose sono cambiate”.

L’ex ministro dell’Interno dem spiega che, “fino al maggio 2018 la Guardia costiera libica era inserita in un sistema complesso di ricerca e salvataggio in mare che aveva il coordinamento della Guardia costiera italiana e di cui facevano parte ong e navi italiane e europee delle missioni Themis e Sophia. Tutto questo non c’è più”.

Inoltre, “questo governo si è disinteressato con l’unica risposta, inaccettabile, di chiudere i porti”. Di un fatto è certo Minniti: “La Libia non è mai stata un porto sicuro. Perché non ha mai firmato la convenzione di Ginevra del 1951 sui diritti umani. È stata l’Italia a porre per prima la questione attraverso l’accordo Gentiloni-Serraj sul contrasto ai trafficanti di esseri umani e sulle condizioni di vita nei centri di accoglienza”. Per l’ex ministro dell’Interno, ora “davanti a una guerra civile che ha avuto una ulteriore drammatica svolta, la comunità internazionale deve darsi l’obiettivo ora di svuotare i centri di accoglienza, di fare ripartire i corridoi umanitari e i rimpatri volontari”.

Secondo Minniti, l’attuale governo gialloverde “ha abbandonato tutto e ha fatto dell’immigrazione un elemento di chiusura dell’Italia e di conflitto dentro l’Europa, per un cinico calcolo politico”. Il deputato del Pd manifesta soddisfazione per l’elezion di David Sassoli alla presidenza del Parlamento europeo. “Mi fa piacere – afferma – che Sassoli, nel discorso di insediamento, abbia parlato della riforma del Trattato di Dublino, camicia di Nesso per l’Italia, Paese di primo approdo”. Per Minniti, il centrosinistra punta a “tenere insieme libertà, umanità e sicurezza. Mentre Salvini fa passare l’idea che se vuoi più sicurezza devi rinunciare a un pezzo della tua umanità: solo che così si perde una democrazia. E i segnali dello slittamento democratico sono inquietanti”.

Minniti dice la sua anche sul comportamento della capitana della Sea-Watch Carola Rackete. “Ha fatto – sottolinea – quello che voleva e doveva fare: il suo compito era salvare le vite. La responsabilità principale sta in coloro che hanno tenuto per 19 giorni in mare una nave con 42 migranti, un caso che una democrazia che si rispetti risolve in 5 minuti”.