Si assestano i conti e i colpi

Nel solito Consiglio dei ministri un po’ lunare, senza Luigi Di Maio e con Matteo Salvini presente in via parziale, la famosa correzione è stata fatta, parliamo di quasi 8 miliardi. Una manovra insomma, chiamarla assestamento è un tecnicismo e basta. Certo, adesso che il capo dello Stato, parlando della procedura Ue, sostiene che non serve perché i conti sono a posto e le cose vanno bene, dormiremo più tranquilli, se non fosse che l’Europa non ha cambiato idea.

Anzi, a dirla tutta non l’abbiamo cambiata nemmeno noi. Tanto è vero che le assicurazioni di Salvini sulla Flat tax da inserire in una Finanziaria fatta ora, anziché in autunno, ancora una volta sono evaporate nel nulla. Del resto, è stato già un miracolo mettere assieme gli 8 miliardi per riportare il deficit nelle previsioni, figuriamoci a trovarne 5 o 6 volte tanto, per le promesse di Salvini e per coprire l’Iva.

Per farla breve, nulla è cambiato: la maggioranza litiga e noi siamo in affanno. Torniamo indietro, non cresciamo, anche i dati ottimistici sull’occupazione sono piuttosto un dato stagionale, non del tutto strutturale. I pentaleghisti, infatti, si azzuffano su ogni tema, dalle autostrade all’Ilva all’Alitalia al fisco e alla posizione verso l’Europa. Ecco perché ieri nel Consiglio dei ministri, Di Maio ha disertato e Salvini dopo poco è andato via.

Si litiga perfino sulla Sea-Watch. Perché i grillini, aderendo ad una richiesta della sinistra, ne hanno disposto l’invito in Commissione per l’audizione sul decreto sicurezza: da non credere. Interpellare una Ong con la quale si è appena consumato uno scontro terribile è veramente roba da grillini, da tarallucci e vino.

Non si capisce, infatti, quale contributo possa dare un’organizzazione che si è beffata di noi e delle nostre leggi, in modo spudorato ed arrogante. Delle due l’una o la si considera fuori legge per le violazioni e non la si invita in Parlamento oppure la si giustifica offrendo sponda a ulteriori trasgressioni: della serie chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

Però siamo in Italia e con i grillini al governo tutto può succedere. La legge di Murphy impera: se qualcosa potrà andare male ci andrà di sicuro. Inoltre, il caso giudiziario su Sea-Watch si è appena aperto. Si sa, nel nostro Paese, c’è molto di strano, compreso il fatto dei parlamentari “falce e battello”, che, saliti a bordo della Sea-Watch, anziché impedire la commissione di reati, hanno dato man forte alla comandante.

Pensate che ieri sera nel talk show di Nicola Porro, l’onorevole Maggi che era a bordo, e il giornalista Sansonetti, hanno addirittura paventato che le violazioni fossero da imputare alla Guardia di Finanza: un mondo alla rovescia. Parliamo di gente che evidentemente ritiene inutili i confini, vorrebbe travasare l’Africa in Italia, lo ius soli a gogò. Insomma, imporre agli altri il pensiero loro in quanto verbo: la vecchia storia della superiorità morale della sinistra.

Una sinistra che vede ovunque il bisogno di diritti, ma dimentica sempre il singolare, il diritto, quello dello Stato a farsi rispettare, quello della legge, quello degli italiani a pensarla diversamente. Ecco perché Salvini, anziché insistere coi grillini, deve capire che questa esperienza va chiusa subito, coi veterocomunisti forcaioli e pauperisti, non si governa, ci si oppone. A meno che non si voglia prendere in giro gli italiani.

Occhio, caro Salvini.