Di Maio sfida Salvini: “Porti chiusi misura occasionale”

I pentastellati attaccano il Carroccio sulla questione migranti. Luigi Di Maio, in un’intervista al Corriere della Sera ritiene quella dei porti chiusi “una misura occasionale, risultata efficace in alcuni casi quando abbiamo dovuto scuotere l’Ue. Ma è pur sempre occasionale. Funziona ora, ma di fronte a un intensificarsi della crisi non basterebbe. Quindi bisogna prepararsi in modo più strutturato, a livello europeo, nel rispetto del diritto internazionale”.

A proposito della crisi libica, il vicepremier grillino sostiene che “il governo sta monitorando giorno dopo giorno. Bisogna avere testa in questi momenti e lavorare con responsabilità. Quel che sta accadendo non è un gioco, non è Risiko in cui uno si diverte a fare il duro con l’altro. Le parole hanno un peso”. Di Maio nega però di replicare alle dichiarazioni del vicepremier leghista Matteo Salvini contro la Francia: “Dico solo che se non si ponderano i toni il rischio è incrementare le tensioni. E di fronte a un inasprimento sul terreno la possibilità che possano riprendere gli sbarchi verso le nostre coste c’è, non è un mistero. Quindi i primi ad essere colpiti saremmo noi, come Italia”.

Il vicepremier pentastellato invita Salvini a “convincere Orbán e i suoi alleati in Europa ad accettare le quote di migranti che arrivano in Italia, visto che il Sud Italia è frontiera europea. Il problema è proprio questo. Sento tanto parlare di sovranisti, ma è troppo facile fare i sovranisti con le frontiere italiane. Così non va bene, qui ci vedo un po’ di incoerenza. Non ci si può lamentare dei migranti se poi si stringono accordi con le stesse forze politiche che ci voltano le spalle”.

Intanto, intervistata nel corso del programma Circo Massimo, ai microfoni di Radio Capital, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sottolinea che “in caso di una nuova guerra in Libia non avremmo migranti ma rifugiati. E i rifugiati si accolgono. Chi dice che pensa al possibile attacco in Libia per risolvere il problema dei migranti sta facendo un errore enorme. Le conseguenze in termini di destabilizzazione ricadrebbero soprattutto sull’Italia”.