L’Arma mobilitata a caccia dei furbetti del reddito di cittadinanza

“Nuove assunzioni tra carabinieri e agenti della Guardia di finanza, infatti saranno presi per dare la caccia ai furbetti del reddito di cittadinanza, che sono avvisati”.

Si esprime così la sera del 18 marzo in aula a Montecitorio una grillina che ha il compito di difendere la bandiera demagogica dei Cinque Stelle. C’è odore di naufragio. Se non si riesce a erogarlo a tutti gli aventi di diritto prima di maggio, addio propaganda. In compenso, si minacciano i fantasmi. E ci si vanta di far perdere tempo ai carabinieri e alla Finanza che di certo hanno ben altro da fare e le cui assunzioni di personale andrebbero tarate su ben altre esigenze. Compresa la formazione nella lotta alla criminalità organizzata.

No, invece i nuovi padroni dello Stato, i ragazzini viziati di Beppe Grillo, minacciano retate giudiziarie di furbetti. Una cosa da operetta se non fosse in pericolo lo Stato vero e proprio, oltre che quello di diritto. Quest’ultimo oramai se ne è fatta una ragione.

Di vivere anzi di vegetare in Italia. Con la sinistra – in tutto questo – tutta intenta a inventarsi il populismo ecologista mobilitando le tante “Grete” e soprattutto le truppe cammellate dei relativi #gretini. Ciò illudendosi di diventare di moda come i populisti di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Usando questi trucchi politici da mago di provincia. Totale? Un’intera popolazione è lasciata a se stessa e non può che assistere con sgomento a questo corto circuito tra comunicazione propagandistica e politica. Ma che ce vuoi fa’?

In Italia ci divertiamo così.