Il Diavolo e l’Acquasanta

Si è saputo che alcuni dei presunti tecnici contrari (che avrebbero fornito il “supporto scientifico” al professor Marco Conti per avversare la rete Tav), avrebbero sostenuto - sempre “scientificamente” in qualità di consulenti retribuiti - la sostenibilità dello stesso sistema in sede europea: riuscendo nel miracoloso gioco delle “tre carte” di memoria partenopea, perché conciliante le due tesi contrapposte - sempre “scientificamente” - con il “No-Nì” casereccio.

Al novello giocoliere Presidente Giuseppe Conte, tuttavia, pare non stia riuscendo l’imposizione del suo “preambolo” - un atto di vago odore spettrale, perché disotterrato dal cimitero della “politica Dc-1.0”.

Tra questi passatempi da Luna-Park (la laurea in “calembour”, prevedo, sarà presto inserita dentro quello zibaldone che norma l’ennesimo “prontacasssa universitario” agevolato), al nostro maghetto Premier non sarebbe rimasto altro diletto se non quello dell’azzeccagarbugli, supplicando la perfida Francia al fine di poter rinegoziare i termini burocratici della tempistica, ma lasciando un’alea di indeterminatezza in ordine ai bandi (o agli avvisi di bando?) che avrebbero dovuto essere diffusi in questo mese.

Tutta questa arguta “tempesta di cervelli” al solo miserrimo scopo di poter oltrepassare le rigide scadenze d’appalto: senza peraltro aver preventivamente fatto alcuna scelta in merito alla rete ferroviaria.

E così, tra sovranismo di un tipo (“la Tav si farà”, ma il Governo non cadrà per essa), uno - in perfetto stile Amish - di tipologia contrapposta (“non sono disposto a rimettere in discussione il nostro No alla Tav”), con quello del tutto codardo (“sulla Tav ci devono dire la Francia e l’Europa”), la pestifera figura che stiamo rimediando sta ulteriormente corrodendo il fondo - assai sottile - di un barile già raschiato oltremisura.

La politica italiana pensava di essere precipitata nell’abisso con Tangentopoli? No, signori, laggiù c’è un altro sprofondo: quello che si chiama il “Governo del cambiamento” e che unisce, in un abbraccio soporifero, il Diavolo con l’Acqua Santa.