Un’alleanza nociva

Nessuna trovata da principe del foro, nessuna sottigliezza giuridica, ma semplicemente la volontà un po' beffarda e un po' insolente di utilizzare per prendere tempo una clausola nota ed esistente.

Per farla breve siamo al ridicolo, alla commedia satirica di Molière, una sorta di “Tartuffe”, con la sola differenza, che, in questo caso i protagonisti sono di più, tanti Tartuffe sulla scena, insomma.

Tanto è vero che al di là delle dichiarazioni di concordia e vicinanza, tra grillini e leghisti, ognuno gioca a “fottere” l’altro, in attesa che arrivi il momento della resa, il redde rationem.

Col risultato, che nel mentre, l’Italia è in recessione, la Tav resta sospesa, il problema è solo rimandato, e la figuraccia con la Francia e con l’Unione europea, è bella che fatta, tante grazie Governo. Insomma Giuseppe Conte, che non è un genio, ha applicato il vecchio principio del “in limine litis”, aspettando l’ultimo momento, per scodellare gli avvisi di manifestazione d’interesse sulla Tav, prima che tra i pentaleghisti fosse rottura.

Bene, anzi male, in tutto ciò, resta l’assurdo di una infrastruttura, fondamentale per il futuro, per il lavoro e l’occupazione, per il Pil e lo sviluppo, che è bloccata grazie alla ottusaggine grillina e la debolezza leghista.

Per questo parliamo di alleanza politicamente ridicola ed economicamente nociva, anche perché sulla volontà, guarda caso, manifestata solo ora, di sbloccare centinaia di cantieri, c’è la tara dell’ipocrisia. Non si capisce infatti, come mai nonostante la conclamata urgenza, in 10 mesi di governo, non si sia trovata la quadra, per sbloccare le procedure ed avviare le opere, insomma siamo all’ennesima presa in giro di promessa elettorale.

La verità è che predicano bene e razzolano male, tanto è vero che hanno bruciato miliardi per il reddito e per quota 100, se avessero avuto a cuore le sorti del Paese, della crescita, dello sviluppo, dell’occupazione, in modo ben diverso avrebbero usato il deficit. Del resto chiunque abbia un minimo di frequentazione sana con l’economia, sa bene che per creare lavoro e fatturato, bisogna investire in opere e strutture, piuttosto che assistenza e nullafacenza. Ecco perché ci appelliamo al popolo leghista, quello produttivo, antistatalista, antiassistenzialista, quello indemoniato con il fisco sanguisuga, con i furbetti del cartellino, con i carrozzoni pubblici.

Ci appelliamo a quel popolo che ha votato lega insieme al centrodestra, e mai con i grillini, come giurava Salvini prima del 4 marzo 2018, quel popolo che certo non credeva, di ritrovarsi assieme ai postcomunisti alla Fico e i “No-Tav” alla Danilo Toninelli. Insomma ci rivolgiamo a loro, agli elettori leghisti che mai avrebbero votato l’alleanza con Di Maio, Di Battista, Lezzi e Toninelli, perché battano un colpo forte con Salvini, imbrigliato e succube dei grillini. Popolo della lega pensaci tu, prima è e meglio è.