L’egoismo sovranista

Viviamo nel tempo del “dopo - verità”, certificava qualche anno fa ‘università di Oxford.

Nel senso che il crollo del Muro di Berlino ha finito per sgretolare molte certezze (a Ovest come ad Est), molti assiomi che erano venuti a maturazione nell’immediato dopoguerra e che avevano profondamente influenzato i giudizi e pure le convinzioni politiche in larga parte del mondo: occidentale e fianco orientale.

Oggi, invece, il Presidente degli Usa Donald Trump vede molti tra i Paesi fondatori della Ue quasi come dei beoti parassiti che si nutrono gratuitamente degli effetti benefici offerti da una Nato che è in larga misura supportata dalle energie umane ed economiche statunitensi.

Va visto entro questo scenario di lettura il portamento, distaccato supponente che egli ha verso la Germania e la Francia. Queste due immagini riassumono pure il senso di smarrimento che si ha verso il bandolo della matassa di una politica internazionale che si trova a rincorrere i miti della “globalizzazione” e del “web libero”; che si proietta verso un insieme di vite (sociali ed economiche) prive del tutto di punti cardinali.

A pensarci bene fu proprio quell’abbattimento che avviò la globalizzazione, che ha portato alla perdita di valori comunitari: di cui il mondo occidentale liberista è, da sempre, campione e di cui pure il mondo comunista rappresentava l’eccesso in chiave socialista.

Oggi (l’espressione più emblematica lo è stata lo scoppio della bomba finanziaria di Wall Street) si è fatta largo una redistribuzione imperfetta della ricchezza: laddove le stesse dimensioni nazionali, con l’egocentrismo delle singole persone la fanno da padroni e dove pure il “Sovranismo” imperversa.

I social network altro non sono se non il megafono dell’individualismo: dove tu gridi qualcosa al mondo intero ed esso (come volevasi dimostrare) non fa altro se non l’insieme di orecchie che ascolta i tuoi lamenti e/o le tue frustrazioni, ma di essi... “se ne sbatte”!

Credere che si possa continuare a vivere nell’anarchia è difficile, ma tutto questo è il perfetto derivato di un sentire anti-comunitario che si sta facendo largo nel mondo intero.