A Buffagni non piace il Medioevo

Siamo alle solite…Bentrovati al Festival del Luogo Comune e delle Dicerie, gli onori di casa verranno fatti dal sottosegretario agli Affari regionali, Stefano Buffagni (M5S), braccio destro del vicepremier Luigi Di Maio.

Nessuno meglio di lui infatti, potrebbe condurre – se esistesse – un simile evento nel nostro Paese, dopo aver esordito, qualche giorno fa con una profonda ed erudita sentenza che dimostra le sue indubitabili conoscenze storiche: “C’è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io! Le famiglie sono il fondamento della nostra società, le donne sono una risorsa inestimabile della nostra società e chi non le vuole lavoratrici vuole tornare al Medioevo”.

Dunque, l’inclito Buffagni si rivela degnissimo rappresentante di quella pseudocultura fatta di banalità, imprecisioni, dilettantesche idee e preconcetti sessantottini, che da sempre caratterizzano il suo movimento e così si produce, ancora una volta ultimo sebbene in non migliore compagnia di tutta quella vulgata pseudoculturale di sinistra che per decenni ha introdotto nell’immaginario collettivo, il concetto (artatamente falso) del “Medio Evo età oscura, d’ignoranza e repressione”.

Sono costoro che così ritengono, i figli deformi (intellettivamente s’intende) di un Illuminismo d’accatto, già fallito nella sua Rivoluzione settecentesca e nuovamente dopo il crollo del muro di Berlino. Con costoro è inutile – fiato, tempo e scrivere sprecati – invitarli ad informarsi, a studiare, a conoscere chi furono le grandi menti, gli scrittori, gli artisti del Medio Evo. Inutile cercare di introdurre nel vuoto delle loro meningi, che l’Inquisizione nel Medio Evo non compì mai nessuna “caccia alle streghe” e che questa ed i tanto citati roghi sono invece pressoché tutti successi in area protestante, luterana, calvinista e riformata. Non serve a niente spiegar loro di grandi donne, libere ed emancipate negli anni compresi tra l’l’XI ed il XVI che hanno fatto grande l’Europa.

Costoro vivono in un mondo mitico e idealizzato, creato esclusivamente per rassicurarli delle loro scelte ideologiche, e che ha creato l’idea mistificante e deviata del Medio Evo fatto di sale di tortura, inquisitori con le tenaglie pronte sul fuoco e streghe che sono in realtà povere contadine innocenti che vanno in giro a raccogliere funghi. Un Medio Evo mai esistito, fatto di jus primae noctis, di “cinture di castità”, di “vassalli valvassori e valvassini” e di una congerie innumerevole di altre amenità tipo l’assenza di pulizia e l’ignoranza diffusa voluta dalla Chiesa. Pazienza! È una guerra inane, che non avrà mai fine, lo so, ma chi come il sottoscritto sul Medio Evo si è culturalmente formato, continuerà a combatterla, ad oltranza e senza prigionieri.

Perché noi, sul rogo, non ci metteremmo neanche Stefano Buffagni.