Lettera aperta allo Stato

Ciao, Stato italiano, sai che ti si adatta il termine “cheirocrazia”? Sono un tuo cittadino e desidero dirti alcune cose. In un precedente articolo, intitolato Ztl (Zona Truffa Legalizzata), ho accennato ad un gruppo di avvocati che ha stilato una denuncia che ho poi visto e letto; si tratta di una decina di pagine che descrivono minuziosamente alcuni reati che commetti. La denuncia sarà depositata in tutte le Procure della Repubblica, sarà diramata ai giornali nazionali, ai maggiori giornali esteri, ai mass media e poi al Cedu; darò notizia di ogni sua evoluzione; del resto, campeggia ormai ovunque un’opinione fortemente negativa di te.

Sono un cittadino perbene, incensurato, istruito e non violento ma, non per questo, disposto ad accettare inerme l’impotenza sociale alla quale vuoi ridurre tutti. Nonni, genitori e scuola, da bambino, mi dicevano di credere in te e nelle tue istituzioni, mi dicevano che ogni tua iniziativa mirava a proteggermi, mi dicevano che io stesso ero te. Ci ho creduto e sono cresciuto fidandomi di te finché, attonito, ho invece scoperto che opprimi il popolo. Oggi, sono un genitore e ti condanno perché, oltre alla mia vita, tu rovini quella dei miei figli. Sono un credente e non faccio dei lussi pagani della vita il primo fine dell’esistenza, come fai tu che sei ingordo e venale. Sei un’eruzione di cattivi esempi che insultano la dignità e uccidono la speranza e la fiducia del popolo; biasimarti è inevitabile e sei tanto colpevole che chi ti biasima, non offende Dio.

Gli etimi, “demos” e “kratos” (democrazia) stanno per potere del popolo, mentre “cheiróteros” e “kratos” stanno per comando dei peggiori; tu non raffiguri la democrazia, ma la cheirocrazia. Sei uno Stato che opprime il popolo, adoperi le tue istituzioni per sfruttarlo in modo indegno e non dimostri scrupolo per come angosci la sua vita con la tua ingordigia. Sei avido e di te è crudele tutto; troppi tuoi legislatori sono costruttori della tua cupidigia e usi le istituzioni come invadenti tentacoli per avvinghiare i cittadini. I tuoi esempi amorali conducono verso la peggiore involuzione etica; porti alla disperazione e non ti fai scrupolo di usare le più sottili tecniche del plagio, per indurre il popolo alla sudditanza, all’emotività e a una tale incompetenza politica da non sapersi più organizzare per contrastarti. Ormai, la tua invadente e angosciante presenza si avverte anche nel piatto in cui si mangia e nel letto in cui si dorme.

Offri una libertà che alla fine si dimostra una prigione. Vuoi un popolo apatico ma goffamente chiassoso, gli togli la fiducia in se stesso ma nel contempo lo rendi presuntuoso… insomma, ti adoperi ogni giorno per forgiare il popolo che serve per non doverlo temere. Non sembri preoccuparti delle tue iniquità, ma pagherai le tue colpe.