Manovra, l’attacco di Salvini a Confindustria

Matteo Salvini non ci sta. Il vicepremier torna ad attaccare Confindustria. Il ministro dell’Interno è intervenuto a margine delle celebrazioni di Santa Barbara, patrona dei Vigili del fuoco, alla Basilica di San Giovanni a Roma: “C’è qualcuno che è stato zitto per anni quando gli italiani, gli imprenditori e gli artigiani venivano massacrati. Ora ci lasciassero lavorare e l’Italia sarà molto migliore di come l’abbiamo trovata. Siamo qui da sei mesi ascolterò tutti, incontrerò tutti, ma lasciateci lavorare”.

Il leader leghista, rispetto alle modifiche della manovra, a proposito dell’opportunità di abbassare il rapporto deficit-Pil al 2 per cento prospettato anche dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici, ha aggiunto: “Il 2 per cento? Questi sono numeri su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue. Noi badiamo alla sostanza e a trovare le risorse. Sarà una manovra seria, non dipende dallo zero virgola ma dai contenuti. Ci sono investimenti che non ci sono mai stati”. Per quanto riguarda l’opportunità di realizzare infrastrutture, a partire dalla Tav, Salvini ha ribadito: “Io sono per l’Italia del sì”.

La polemica salviniana nasce dalle parole del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia pronunciate nel corso della manifestazione per il “Sì Tav” a Torino. “Se fossi in Conte – aveva detto Boccia – convocherei i due vicepremier e gli chiederei di togliere due miliardi per uno visto che per evitare la procedura d'infrazione bastano 4 miliardi. Se qualcuno rifiutasse mi dimetterei e denuncerei all'opinione pubblica chi non vuole arretrare. Una promessa a Di Maio: se ci convoca tutti non lo contamineremo. A Salvini, che ha preso molti voti al Nord, dico di preoccuparsi dello spread”.