Grillo decapita il Consiglio sanità

A sorpresa, il ministro della Salute Giulia Grillo “decapita” il Consiglio superiore di sanità (Css): con un decreto in data di ieri, e una lettera inviata all’organo consultivo, il ministro ha revocato la nomina dei componenti non di diritto dell’organismo, ovvero 30 membri su un totale di 56.

“È tempo di dare spazio al nuovo” con un “segnale di discontinuità” ha spiegato il ministro. Una decisione che ha colto di sorpresa la presidente del Css, Roberta Siliquini, che commenta all’Ansa: “Visto l’alto spessore dei membri che compongono il Css, non vedo alcuna ragione scientifica alla base della decisione del ministro Grillo”. Il Consiglio superiore di sanità, aggiunge Giulia Grillo, “è organo di consulenza tecnico-scientifica del ministro della Salute e, dunque, ho deciso di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato rinnovando la composizione dei 30 membri di nomina fiduciaria. Siamo il governo del cambiamento e, come ho già fatto per le nomine di mia competenza nei vari organi e comitati del Ministero, ho scelto di aprire le porte ad altre personalità meritevoli”. Il ministro si dice sicura che alcuni componenti del Css “possano essere nuovamente nominati, di certo non i vertici, che devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica”.

La decisione di revoca degli organismi collegiali, spiega ancora, “andava presa entro il 5 dicembre, ossia a sei mesi dalla fiducia del Governo al Parlamento (5-6 giugno 2018)”. L’attuale Consiglio Superiore di Sanità si è insediato il 20 dicembre del 2017, dopo la nomina da parte dell’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e sarebbe dovuto restare in carica per tre anni. È il massimo organo di consulenza tecnico scientifico del ministro della Salute, al quale il ministro si rivolge, oltre che nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in tutti gli altri in cui vi è da dirimere questioni o problematiche di valenza tecnico scientifica prima dell’adozione di atti legislativi, regolamentari o amministrativi. Il Css uscente è composto da trenta membri di nomina, in carica per tre anni e individuati in base alle loro altissime competenze nelle discipline in cui si articola la sanità pubblica italiana, oltre a ventisei membri di diritto. “Siamo stati colti alla sprovvista e avvertiti della revoca delle nomine solo oggi (ieri, ndr) attraverso una lettera. Il ministro Grillo, in questi mesi - ha sottolineato Siliquini - non ci ha mai convocato. È ovviamente nelle prerogative del ministro decidere una revoca delle nomine, ma non ne comprendo la ragione visto che ad oggi il Css non ha neanche avuto modo di farsi conoscere né di incontrare il ministro Grillo. Non c’è dunque alcuna ragione scientifica per tali revoche”. I componenti non di diritto, ovvero che non fanno parte del Css per il loro ruolo istituzionale, rileva inoltre Siliquini, “sono personalità di alto spessore tecnico-scientifico, che vengono consultati per esprimersi su specifici temi”.

Dalla presidente uscente, dunque, stupore e un auspicio: “Prendiamo atto della decisione del ministro. Sono molto soddisfatta del lavoro svolto in questi 4 anni, visto che il Css uscente è stato rieletto per acclamazione nel dicembre 2017. Spero che chi ci sostituirà possa lavorare al meglio”.

Prima della decisione di ieri relativa alla composizione del Css, un altro importante organo istituzionale aveva subito un profondo riassetto per volere della titolare alla Sanità, ovvero l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Lo scorso luglio, Grillo ha infatti indetto un bando di selezione pubblica per nominare il nuovo direttore generale dell’Agenzia, individuato nell’attuale direttore Luca Li Bassi. Obiettivo: evitare conflitti di interesse nelle nomine dei vertici.