Il Re è completamente nudo

Altro che nudo, il Re è completamente nudo, e a denunciarlo non è il fanciullo di Andersen, ma mezz’Italia, cari signori.

Luigi e Matteo, parliamoci chiaro, di ciò che avete scritto nel contratto, passo dopo passo, state smentendo tutto, state facendo marcia indietro. State obbligando il professor Giuseppe Conte, il Premier virtuale, ad una figura barbina con l’Europa, che si è ritrovata servita sopra l’argento la ragione per dire no a tutto quanto e per diffidarci motivatamente. Di Maio e Salvini, ma voi pensate che esista solo l’Italia dei sondaggi? Che il resto del Paese non ci sia? Vi sbagliate, c’è un’Italia, vasta e numerosa, che si è stufata delle prese in giro e di questo teatrino. Il Paese sta sbandando da qualche mese per via di una manovra che, seppure in fieri, è scriteriata, il quadro generale è peggiorato, inutile che vi nascondiate con la scusa del disastro ereditato.

Certo, è vero, gli esecutivi precedenti hanno sbagliato, eccome, ma lo spread è lievitato da quando voi giocate col bilancio, col debito, col deficit per le mancette elettorali. Insistiamo, qui non si tratta solo di spesa, si tratta per cosa, perché si spende e dove, la vostra proposta non va bene, è inutile, è dannosa, c’è poco dunque da scaricare le colpe sul passato. Del resto proprio per questo state tornando indietro, state smontando e rimontando i conti in continuazione, un taglia e cuci che non s’era mai visto; insomma, sarete obbligati a smentire tutto. Ecco perché viene il nervoso a sentirvi arrampicare sugli specchi, come fossimo tutti dei cretini, viene la rabbia a sentirvi insistere sull’abrogazione della “Fornero”, sulla flat tax che non c’è più, sui centri pubblici d’impiego.

Oltretutto queste insistenze che sanno di presa in giro ci sono costate un botto, di interessi sul debito, di sfiducia, di ansia collettiva e fuga dagli investimenti. È colpa vostra, che sia chiaro. Volete curare il Paese iniettando il virus stesso che ci ha rovinato, l’assistenzialismo, lo statalismo, il giustizialismo, la burocrazia, l’apparato pubblico ingigantito. Ecco perché la gente mostra insofferenza, che fingete di non vedere; l’Italia produttiva chiede altro, non vuole mancette, ma libertà d’impresa e semplificazione, taglio fiscale, credito accessibile, nuove infrastrutture, insomma vuole produrre, dare occupazione, ricchezza nuova da distribuire, altro che debito ulteriore.

La vostra finanziaria non sta né in cielo e né in terra, ecco perché il Re è nudo e il vestito non si vede, lo vedete solo voi e fate male perché prima o poi lo vedranno tutti e ve ne accorgerete. Del resto, a parti invertite, se tutto ciò fosse successo con un Governo non grillino, il capocomico genovese avrebbe lanciato lo slogan “Buffoni”, avrebbe fatto l’agit-prop, scatenato Rousseau e la qualunque.

Cari Luigi Di Maio e Matteo Salvini, fatela finita, il Paese non può aspettare maggio, per darvi modo di verificare, l’economia peggiora e se ne fotte dei sondaggi, rischiamo la recessione e una crisi spaventosa. Insomma, se proprio volete continuare nella vostra alleanza perniciosa, cambiate tutto e cambiate presto, perché sia chiaro, i gilet che stanno nel cassetto tira tira escono fuori... Quando è troppo è troppo.