La farsa continua

Nonostante la crescente difficoltà che comporta il governare solo con le chiacchiere e la propaganda, la farsa del cambiamento giallo-verde continua.

Tra un rimando e l’altro, in un mare magnum di pasticci legislativi senza precedenti, i due partiti al potere non sembrano avere altro obiettivo se non quello di arrivare alla scadenza delle prossime elezioni europee. Tant’è che le due misure bandiera di Lega e Movimento 5 Stelle, il superamento della Legge Fornero e l’introduzione del reddito di cittadinanza, sono state indirizzate sul binario morto del disegno di legge collegato alla Manovra. Ciò con il duplice obiettivo di rassicurare Bruxelles e di procrastinare a data da destinarsi l’insostenibile pesantezza finanziaria di questi demenziali provvedimenti. Provvedimenti che, se realmente messi in pratica secondo le promesse dei geni della lampada che occupano la stanza dei bottoni, costerebbero assai di più dei 16 miliardi definiti nella legge di bilancio.

Per dirla in estrema sintesi, una volta preso atto che le risorse disponibili non consentono di realizzare lo Shangri-La vaticinato dai leader populisti, si sta disperatamente cercando di ottenere una alchimia quasi impossibile: parlare molto, fare quasi nulla e mantenere sostanzialmente inalterato l’attuale consenso, almeno fino al voto di maggio.

Tuttavia, gli ultimi sondaggi segnalano che qualcosa comincia a scricchiolare nella perfetta macchina da guerra dei medesimi populisti, soprattutto nell’ambito dei grillini, decisamente più esposti rispetto ai loro alleati leghisti, in quanto responsabili dei dicasteri economicamente più sensibili. D’altro canto il calo, seppur ancora modesto, riscontrato in questi ultimi giorni rischia di trasformarsi in una voragine di consensi nel momento in cui gli italiani avranno piena contezza della farsa politica a cui stiamo assistendo da mesi. Quando sarà evidente a tutti ciò che ai più attenti osservatori era chiaro fin da subito, cioè che gli asini non volano, il tasso di fiducia nei riguardi di chi ha promesso miracoli a costo zero scenderà ai minimi termini.

Ma in attesa che l’inevitabile disillusione faccia sentire i suoi effetti sulla psicologia di massa, dovremmo sopportare ancora per un certo tempo lo spettacolo di un premier anomalo il quale, ospite martedì scorso di Giovanni Floris, ha letteralmente mandato in visibilio una platea di evidenti tifosi a Cinque Stelle con una imbarazzante sequela di frasi ad effetto prive di alcun contenuto concreto. Tra queste non possiamo esimerci dal citarne la più esemplificativa in quanto a vuota autoreferenzialità: “Abbiamo realizzato riforme importanti. Stiamo cambiando l’Italia”. L’importante è crederci.