Milleproroghe, il Pd e la notte dell’ostruzionismo

Fuochi d’artificio alla Camera dei Deputati. Dopo una notte infinita senza sonno e senza pause, è ripreso questa mattina l’esame del Dl Milleproroghe. Il Pd ha interpretato il ruolo dell'oppositore duro e puro e ha animato una seduta-fiume che si è conclusa questa mattina alle 6 in cui si è svolta l’illustrazione degli ordini del giorno. L'ostruzionismo fa da padrone tra i banchi dei deputati.

Alle 10 i lavori sono ripresi e proseguiranno senza interruzioni fino alla votazione finale sul decreto legge. Il Pd ha annunciato che metterà in votazione tutti gli ordini del giorno presentati.

Alla ripresa dell’assemblea di Montecitorio il Pd potrà continuare a praticare ostruzionismo facendo intervenire i propri deputati sia in dichiarazione di voto sui singoli provvedimenti sia, successivamente, in dichiarazione finale sull’intero testo.

Non è dunque prevedibile con certezza quando si perverrà al voto finale. Il decreto dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva entro il 23 settembre. Il governo Conte incassa comunque la prima fiducia posta alla Camera su una misura che taglia 1,6 miliardi ai fondi per le periferie e prevede l’autocertificazione per i vaccini nelle scuole: l’esecutivo ha avuto dalla sua 329 voti a favore, in flessione rispetto ai 350 avuti il 6 giugno, il giorno dell’insediamento.

L'atteggiamento duro dei dem si preannuncia anche per il terzo e definitivo passaggio in Senato. Non resta che aspettare.