Rai: nodo presidente a settembre, cda boccia Laganà

Tutto rimandato a settembre. La Rai resterà senza presidente fino alla conclusione della pausa estiva, poi toccherà alle forze politiche trovare un’intesa per tentare di sbloccare lo stallo. Il cda, che ha discusso della situazione, non ha dato il via libera ad alcun nome da sottoporre al vaglio della Commissione di Vigilanza. Il voto sul consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Laganà, proposto da Rita Borioni, eletta in quota Pd, si è infranto contro il no degli altri cinque membri, compreso l’ad Fabrizio Salini e il consigliere anziano Marcello Foa. Tutta la maggioranza si schiera compatta a difesa del suo nome: dopo la Lega, che lo ha proposto e continua a sostenerlo a spada tratta, anche il premier Giuseppe Conte assicura che si tratta di una figura adeguata. “Non si può costringere qualcuno alle dimissioni - sostiene - È una situazione delicata, valuteremo nel modo migliore, senza forzature”.

“Finché non ci sarà accordo non ci sarà un presidente della Rai”, taglia corto il leader M5S Luigi Di Maio. L’auspicio è che queste settimane prima della ripresa servano a limare le distanze tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi e a trovare la convergenza su un nome che difficilmente, al di là delle dichiarazioni, sarà ancora quello di Foa. Anche alla luce dei pareri legali notificati della Vigilanza, contrari alla riproposizione della sua nomina alla bicamerale. “Servono un nuovo voto e un presidente a tutti gli effetti”, avverte il presidente della Camera, Roberto Fico. Foa continuerà comunque a coordinare il consiglio in attesa di indicazioni da parte dell’azionista.

“Il tema della presidenza verrà discusso dopo la pausa la estiva del Parlamento - fa sapere il consigliere anziano - Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione in tempi rapidi nell’interesse dell’azienda. Questo è un sentimento condiviso nel consiglio”. Se ne parlerà nella prossima riunione, che si terrà probabilmente a Camere riaperte. Il cda, a partire dall’ad Fabrizio Salini, vuole rispettare scrupolosamente norme e regolamenti e per questo ha seguito le indicazioni della Commissione di Vigilanza, informandola che avrebbe approvato atti ritenuti urgenti e indispensabili come i contratti sugli highlights del calcio e sulla 24/a stagione di “Un posto al sole”. Il via libera è arrivato all’unanimità, anche se Laganà e Borioni sono usciti dall’aula al momento del voto. “Penso siano due atti importantissimi - ha spiegato quest’ultima - ma ho deciso di dare un segnale di dissenso rispetto a questa conduzione delle cose”.

Il Pd continua a protestare per lo stallo in cui è precipitato il cda Rai. “La fumata nera di oggi (ieri, ndr) è allarmante - sottolinea il senatore Francesco Verducci - Serve subito un presidente di garanzia, condiviso tra maggioranza e opposizioni e nel pieno delle funzioni”.

“Il cda è ostaggio del governo - aggiungono Usigrai e Federazione nazionale della stampa - Il no alla proposta di nominare Riccardo Laganà, consigliere eletto dai dipendenti, è la prova che l’obiettivo non è mettere l’azienda in condizione di operare, ma solo occuparla”.