Tav, Tajani e Chiamparino visitano il cantiere

Continua lo scontro politico sulla Tav. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, visita i cantieri piemontesi. Lo fa come esponente dell’istituzione che finanzia il 40 per cento dell’opera e come vicepresidente del partito di Silvio Berlusconi.

Con lui, prima alla galleria di Chiomonte poi a quella di Saint Martin la Porte, c’è anche il presidente della Regione Sergio Chiamparino, che da settimane ribatte punto su punto alle dichiarazione del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli e ha annunciato una contro analisi costi e benefici.

Analisi che Chiamparino intende presentare agli Stati generale delle infrastrutture piemontesi già convocati per il 28 settembre. Insomma sono proprio Forza Italia e il Pd - forse Chiamparino ancora più del Pd- ad aver fatto della difesa della Tav una bandiera dentro e fuori dai parlamenti.

Petizioni degli azzurri a Bruxelles, mozioni dei dem a Roma, convegni e sciopero annunciati per mobilitare la società civile. Perché, almeno nel nord Italia, la difesa della Torino-Lione raccoglie il consenso del mondo produttivo e dei sindacati (con l’eccezione della Cgil di Torino) che si sono riuniti la settimana scorsa a Torino per dire che senza la Torino-Lione il Piemonte e l’Italia muoiono.

E c’è chi legge in questo dinamismo bipartisan uno sforzo per far nascere una sorta di partito della Tav, anche se sia da Forza Italia che tra i democratici si escludono accordi elettorali in questa direzione per le Regionali. Ma il voto è tra un anno e le carte possono ancora cambiare molte volte. Soprattutto se il governo dovesse decidere alla fine di stoppare i cantieri mettendo in seria difficoltà l’alleanza tra i berluscones e il Carroccio.