Sulla giustizia più coraggio e meno parole

Caro Matteo Salvini, lei sulla giustizia scopre l’acqua calda. Da Tangentopoli in giù, in tanti abbiamo avuto più certezze che dubbi sull’uso politico della giustizia. Eppure, Governo dopo Governo tante chiacchiere ma nessuna riforma seria dell’ordinamento giudiziario; anzi, ogni volta che ci si è provato è bastato uno strillaccio dei magistrati per tornare indietro, perché?

Paura? Scheletri? Sudditanza? Complicità? Insomma, il Parlamento non ha mai avuto gli “attributi” per cambiare quel che c’era da cambiare sulla giustizia. Obbligatorietà dell’azione penale, separazione delle carriere, Consiglio superiore della magistratura, responsabilità civile e tanto altro che non si è avuto il coraggio di cambiare nemmeno per sbaglio. Ecco perché “quando il gatto non c’è i topi ballano” e tutto continua come e peggio di prima. Continua il passaggio dai tribunali ai partiti e dalle aule di giustizia al Parlamento; continuano le inchieste-spettacolo, le paginate di interviste a ruota libera, continuano gli sbagli clamorosi senza conseguenze, continua quella sorta di immunità assoluta dei magistrati. Per questo, caro Salvini, se lei volesse davvero, dovrebbe farsi carico di proporre in Parlamento una rivoluzione copernicana del pianeta giustizia.

Solo così e non con le scaramucce, con le battute contro, con le frasi maliziose si cambia un ordinamento che non funziona e si vede bene. Da noi, caro Salvini, la giustizia non funziona, per troppi motivi che dipendono dalla politica e dai politici, da un Parlamento lungamente assente e suggestionato. Ministro, lei ha dato prova di carattere, volontà, intraprendenza, ci provi dunque e ponga con forza all’ordine del giorno la riforma epocale della magistratura, sfidi i suoi alleati sul tema delicato. Creda, sarà un bel modo per far capire agli elettori dove siano messi i pentastellati a proposito di democrazia e stato di diritto. Caro Matteo, lo faccia, affronti di petto il tema, più che col capo dello Stato, col Parlamento e con la maggioranza, stia sicuro che sulla giustizia ancora più che sul resto il popolo le darà ragione.