Di Maio, Salvini e “i bari” di Caravaggio

Pasquino torna a parlare. No, non è un film di Luigi Magni. Ma Roma è Roma. E nulla sembra cambiare con il passare dei secoli. È il terzo graffito che compare sulle mura capitoline in poco tempo.

Questa volta si tratta di una tela che riprende la celebre opera di Caravaggio “I bari”. L’installazione è apparsa questa mattina su un muro di via dè Lucchesi a due passi dal Quirinale e subito rimossa. Insomma “I bari” Luigi Di Maio e Matteo Salvini truffano un ingenuo Silvio Berlusconi. È l’ennesima opera di street art a distanza di poche settimane. La terza per essere esatti.

Si tratta di un quadro con tanto di cornice che ritrae i tre politici in abiti d’epoca mentre giocano a carte. L’artista che ha firmato l’opera, Sirante, ha rappresentato il leader della Lega e il capo del Movimento 5 stelle nei panni di coloro che nel celebre quadro di Caravaggio cercano di truffare un ingenuo giocatore, a cui l’autore dà il volto di Berlusconi. 

Accanto all’opera, un cartellino con la descrizione: “Il quadro rappresenta una truffa. Un anziano ingenuo sta giocando a carte con un suo oppositore il quale in complotto con un suo avversario trucca il gioco della politica. Questa scena, così teatrale, descrittiva e realistica contiene un monito morale, una condanna del malcostume, in particolare delle strategie dei politici”.

Questa installazione ricorda i due murales comparsi il 23 marzo nel centro di Roma che ritraevano il primo un bacio tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il secondo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni mentre teneva in braccio un bambino di colore. Come già successo per le due precedenti, anche la nuova opera è stato immediatamente rimossa dai carabinieri che hanno allertato l’Ufficio decoro del Comune.

Ma il gesto, questo profondo dissenso espresso con bombolette e pennelli è destinato a restare. Magari suscitando l’ammirazione dei tanti elettori sempre più disillusi e stanchi dei giochi di palazzo.