Berlusconi indagato per aver fatto cadere il governo Prodi

Ci mancava solo la Corte dei Conti tra le toghe che negli anni della Seconda Repubblica si sono cimentate nella caccia a Silvio Berlusconi. C’è che la Procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta contro il cavaliere. L’obiettivo? Chiedere di risarcire i danni di immagine allo Stato per avere fatto cadere il governo Prodi nel 2008. Secondo la tesi dell’accusa, infatti, la crisi di governo avrebbe minato la credibilità dell’Italia sui mercati finanziari internazionali, alzando pesantemente lo spread. I magistrati contabili hanno affidato alla Guardia di finanza un’indagine sull’andamento dello spread a cavallo del 2008-2011. Avrebbero accertato che a maggio 2008, alla vigilia della crisi, il tasso era di 43,3 e dopo le dimissioni del professore salì ininterrottamente fino alla cifra record di 522,8 alla caduta del successivo governo Berlusconi. Per i magistrati la colpa di tutto ricadrebbe sul Cav e la sua operazione contro Prodi.

Il reato si sarebbe consumato con la compravendita di voti in Senato. In particolare con il passaggio nelle fila dell’opposizione del senatore Sergio De Gregorio, entrato in Parlamento con l’Italia dei Valori, il partito di Antonio Di Pietro. Per avere finanziato De Gregorio, in cambio del salto di schieramento, Berlusconi è finito sotto processo a Napoli, dove è stato condannato in primo grado. Su quella condanna si basa l’indagine aperta dalla Corte dei Conti. Peccato che a far cadere il professore non fu solo il voto di De Gregorio, ma la fine di quella risicata maggioranza che lo aveva tenuto in piedi fino al giorno fatidico.