Ancora una volta (ri)girano la frittata

La sinistra, il centrosinistra, i cattocomunisti, così come tutti i radical chic, sono stati sempre maestri nel girare la frittata. Si tratta di una tecnica usata per mischiare le carte in tavola, alzare polvere, confondere le acque, insomma di tutto pur di scaricare altrove le colpe e le responsabilità proprie. Lo hanno fatto in passato nella cosiddetta Prima Repubblica e lo fanno ora nella seconda, accusando il centrodestra di ogni male e ogni sbaglio. Insomma, hanno la tecnica della mistificazione un po’ nel sangue, la usano in quantità e quando sono nell’angolo lanciano l’atomica del “fascismo”. Tutto ciò che non corrisponde alla loro verità, al loro pensiero, al loro stile, è per definizione fascista.

Come se niente fosse si dimenticano di essere stati comunisti, postcomunisti, ex comunisti e lanciano l’allarme sul fascismo della Lega, dei Fratelli d’Italia e del centrodestra.

Da come parlano sembra davvero che la matrice culturale che li ha cresciuti sia stata liberale, democratica, rispettosa di ogni libertà intellettuale. Qualcuno si dimentica di aver applaudito ai carri armati sovietici in Ungheria, qualcun altro dimentica i gulag, la censura e l’oppressione dei regimi comunisti ai quali erano collegati. Fanno finta di non aver avuto alcun legame con l’Internazionale comunista, con il Patto di Varsavia, con le presenze, gli applausi e gli scambi alle celebrazioni congressuali in Urss. Per non parlare dei finanziamenti occulti ricevuti fino agli anni Ottanta da parte dell’Unione Sovietica, sui quali per approfondire basterebbe leggere i libri sul tema di Gianni Cervetti e Valerio Riva (Oro di Mosca).

Insomma, i postcomunisti giacché hanno cambiato nome, simbolo, bandiera, poiché hanno gettato l’eskimo, oggi pontificano come fossero tutti figli di Tocqueville, anziché di Marx, Lenin e Togliatti. La realtà è un’altra, in Italia per fortuna il fascismo con i suoi orrori, vergogne, disastri e condotte indegne, è morto e sepolto e non saranno quattro sciagurati, esaltati e schizzati di mente a resuscitarlo. In Italia il problema vero è la scriteriatezza con la quale la politica dei governi, specialmente in questi ultimi anni, ha guidato il Paese. La devastazione del debito, la costruzione di un apparato pubblico gigantesco, furbetto e inefficiente, lo sfascio dei conti previdenziali, la persecuzione fiscale, l’hanno creata i governi di centrosinistra.

Così com’è stato il centrosinistra a generare uno statalismo soffocante e clientelare, un assistenzialismo antieconomico ed elettorale, un sistema pubblico inutile e invadente. Ecco perché la gente non ne può più, come non ne può più della politica dell’accoglienza senza limiti, incontrollata, voluta dal centrosinistra. I cittadini protestano e hanno paura perché dal Nord al Sud in questi anni le periferie, le stazioni ferroviarie, i parchi pubblici, le piazze dei comuni e i giardini di quartiere, sono diventati accampamenti di immigrati. Perché questi immigrati sparpagliati, abbandonati per l’Italia, quasi tutti finiscono nelle mani della delinquenza, del malaffare, della prostituzione. Perché molti degli immigrati sfuggiti a ogni controllo a ogni gestione finiscono per incrementare il numero dei lavoratori sfruttati e sommersi, oppure quello degli spacciatori, che operano nelle zone più opache e difficili del nostro territorio e della nostra società.

Ecco perché la gente protesta, manifesta paura, insicurezza e disagio, altro che razzismo, fascismo e xenofobia del centrodestra. Insomma, il centrosinistra ancora una volta gira la frittata e mischia le carte per nascondere le colpe di una politica scellerata e pericolosa, di cui gli italiani e l’Italia non avevano davvero alcun bisogno.