Parità di genere e violenza sulle donne, lite Berlusconi-Boschi

“La difesa delle donne per noi sarà una priorità” mentre “alle Pari opportunità Boschi non ha fatto assolutamente nulla”.

È su parità di genere e su femminicidio che si consuma il primo scontro frontale tra Silvio Berlusconi e Partito Democratico in campagna elettorale. Il leader di Forza Italia, a Mattino 5, si sofferma infatti a lungo sulle misure - come le pensioni minime - che ha in mente per donne, mamme e casalinghe e non rinuncia a una stoccata a Maria Elena Boschi e al Pd.

“Quando Renzi è andato al Governo la sinistra non ha neanche fatto un ministero per le Pari opportunità”, la sinistra non ha questo tema “nella sua sensibilità”, spiega l’ex premier scatenando una veemente reazione del Pd, a partire dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei ministri.

“Berlusconi stravolge la realtà”, sottolinea infatti Boschi che sceglie di rispondere “con i numeri: i centri antiviolenza sono passati da 188 nel 2013 a 296 nel 2017; le case rifugio erano 163 nel 2013, oggi sono 258; nel corso del 2015/2016 sono stati stanziati per politiche di contrasto alla violenza sulle donne oltre 30 milioni dallo Stato; nel 2017 sono stati previsti dal Governo oltre 22 milioni per misure di contrasto alla violenza”.

Ma è tutto il Pd ad insorgere. “Con Berlusconi e la Lega al Governo le aule del Parlamento si occuparono di questioni femminili votando il 22 aprile 2011 che Ruby era la nipote di Mubarak”, è la velenosa replica di Alessia Morani.

“Berlusconi ha fotografato la realtà, il Pd è in difficoltà”, contro-risponde l’azzurra Nunzia De Girolamo. Mentre Carlo Sibilia del M5S: “Berlusconi e Boschi si scambiano ‘scaramucce’ ma non toccano il conflitto d’interessi sulle banche. Del resto Al Capone e Eva Kant parlerebbero di tutto tranne che dei colpi dove stati sgamati...”.