Berlusconi: “La flat tax per la ripresa”

“Vedo un tentativo di usare la questione banche a scopi elettorali, da diverse parti. Non è così che si dovrebbe trattare un tema tanto delicato”.

Così Silvio Berlusconi in un’ampia intervista che campeggiava ieri sulla prima pagina del Quotidiano Nazionale, in cui chiude alle larghe intese e rilancia sulle pensioni: minime a mille euro. “Io credo che la responsabilità sia sempre personale”, afferma l’ex premier sul caso delle banche: “Non condivido l’idea di mettere sotto processo il sistema bancario perché alcuni singoli banchieri hanno operato male o hanno truffato i clienti. A maggior ragione questo vale nei confronti della Banca d’Italia: se qualcuno ha commesso degli errori, li si esamini, senza incolpare i vertici in modo generico. Coinvolgere Mario Draghi - aggiunge il leader di Forza Italia - è davvero da irresponsabili”. Berlusconi individua nella “coalizione larga” l’asso della vittoria di Nello Musumeci in Sicilia, mentre sul nome del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, per il Lazio non “esprime” valutazione.

Quanto al Movimento 5 Stelle l’ex premier dice di capire e condividere le ragioni degli elettori, ma pensa sia “pericolosissimo affidare il governo a un movimento ribellista, giustizialista, pauperista. Porterebbero l’Italia alla rovina”, dice. “Solo noi, con la nostra rivoluzione del fare, non certo il Partito Democratico, siamo l’alternativa a questo possibile disastro”. Berlusconi esclude larghe intese dopo le elezioni: “Vinceremo noi, vincerà il centrodestra senza subordinate. Ne sono davvero sicuro”. “Il fisco rimane al centro dei nostri programmi: la flat tax, la tassa ‘piatta’ che abbassa le aliquote per tutti e attenua la progressività esasperata, è la chiave per far ripartire la crescita, e con essa l’occupazione”. E poi le pensioni. “Dobbiamo ripensare la Fornero, senza toccare gli equilibri dei conti pubblici. Come si fa? Per esempio favorendo al massimo la previdenza integrativa, eventualmente riqualificando i lavoratori per poterli destinare a mansioni utili ma non usuranti, distinguendo in modo accurato le diverse situazioni”. E poi “porteremo le pensioni minime a 1.000 euro al mese. E assegneremo la stessa pensione anche alle persone che lavorano più di tutti, alla sera, al sabato, alla domenica, d’estate, durante le vacanze e non vengono mai pagate. Sono le nostre mamme. Abbiamo naturalmente già calcolato i costi. Si può fare, si farà”.