La Nazione Rom è sempre più potente

Gli incidenti della scorsa settimana a Guidonia vicino Roma credo abbiano veramente segnato la fine della pazienza dei residenti verso le angherie, perché di quello si tratta, che buona parte della popolazione rom tende a riservare a molti cittadini della Capitale.

Si è trattato dell’ennesimo furgone, dell’ennesimo mezzo guidato all’impazzata, condotto da un cittadino di etnia rom. Quella rivolta, da tempo minacciata da migliaia di romani in numerosi quartieri, a Guidonia è scoppiata e abbiamo potuto vedere quanto accaduto. È naturale che quando una comunità così numerosa di cittadini ricorra ad azioni di forza, o comunque ad autonome prese di posizione, qualcosa non va nel sistema. Anzitutto è il fallimento della Politica e credo anche della Magistratura. Serve una legge nazionale e non è stata fatta. Servono azioni forti da parte delle amministrazioni locali e, invece, timidezza se non buonismo e ideologia sembrano sempre avere la meglio quando si parla di zingari. Ma anche nei tribunali hanno le loro responsabilità: nomadi che entrano ed escono dalle carceri, minori sfruttati che si fa finta di non vedere ai semafori e sui marciapiedi della città. A questo aggiungiamo un’altra implicita responsabilità e cioè un reale scoramento da parte delle forze dell’ordine: stanche di arrestare pluripregiudicati e vederli liberi il giorno dopo, liberi anche di tornare a delinquere.

In questo contesto, poi, appare ancora più evidente la cesura che esiste tra il mondo reale, quello della strada e delle periferie, e quello cosiddetto dei salotti, delle redazioni di alcuni tra giornali e televisioni, dell’associazionismo interessato e di qualche parrocchia. Un mondo questo che va a braccetto con i proclami di Bruxelles, con i palazzi dorati delle organizzazioni internazionali e di quelle non governative. All’ombra di questo mondo c’è l’ideologia buonista, che permea buona parte della nostra Nazione, va oltreconfine e arriva, finanche su Facebook, a decretare il biasimo, non tanto di insulti e minacce, ma di quanto non è possibile scrivere in un post.

Nel frattempo a Roma attendiamo il tanto sbandierato Piano rom della Raggi, da fare in poco tempo e in maniera agevole sembrava, stando almeno alle dichiarazioni della stessa sindaca. Ad oggi, per quanto si possa dare colpa al passato e alle precedenti amministrazioni, noi non abbiamo visto alcunché, anche su questo fronte. Anzi la faccenda del camping River nel XV Municipio di Roma, e in parte anche di Castel Romano nel IX Municipio, ha visto alcune associazioni rappresentanti di rom, sinti e camminanti prendere una forza negoziale nei confronti di Roma Capitale mai vista prima.

È il caso dell’associazione Nazione Rom, il cui leader Marcello Zuinisi ebbe modo di denunciarmi per alcune dichiarazioni fatte contro la Giornata nazionale per l’orgoglio Rom che aveva intenzione di organizzare presso il Campidoglio durante l’epoca Marino. Una giornata che, a mio avviso, costituiva uno schiaffo morale sul volto dei romani, considerato lo stato in cui gli stessi si trovavano a vivere (e si trovano tuttora!) nei pressi dei numerosi campi rom presenti nella Capitale. Oggi questa Nazione Rom dialoga col Comune, chiede ed esige, e alla fine ottiene: hotel per tutti i rom del campo River, quello situato sulla Tiberina.

Il tasso di illegalità che si registra all’interno di queste realtà è significativamente preoccupante. Affiancare l’intera etnia rom alla commissione di reati porterebbe a una generalizzazione con il rischio di essere tacciati di razzismo o di assumere un atteggiamento discriminatorio. Ma non posso non evidenziare ciò di cui parlano i numeri e la cronaca: scippi, roghi tossici, discariche abusive, accampamenti illegali, mezzi quasi sempre non in regola con i documenti, guida non in linea con il Codice della strada. Basta farsi una passeggiata per questi campi e vedere la realtà, oggi è questo che chiediamo a chi è seduto in salotto a filosofeggiare su tolleranza e antifascismo.

Solo con questo atteggiamento ridaremo forza alla politica e alla necessità di intervenire, solo così non andremo irresponsabilmente a far finta di non vedere, solo così non saremo correi di rivolte che nascono, primariamente, perché nessuno ascolta, nessuno vuole vedere, nessuno fa niente.

(*) Consigliere regionale del Lazio Membro dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia