“Festa de L’Opinione”, lettera di Berlusconi

A chiusura della “I Festa Nazionale de L’Opinione”, che per due giorni si è tenuta all’interno del Parco della Versiliana di Marina di Pietrasanta, il presidente Silvio Berlusconi ha voluto mandare i suoi saluti al direttore Arturo Diaconale e a tutti coloro che hanno partecipato all’evento attraverso una lettera che pubblichiamo integralmente qui di seguito.  

Caro Arturo,

mi congratulo cordialmente con Te e con “L’Opinione” per questa festa di Pietrasanta: una bella e qualificata occasione di confronto sulle idee liberali in linea con la tradizione del Tuo giornale. Siamo tutti consapevoli che è una testata con una storia illustre, fondata addirittura da Cavour, rinata in tempi moderni come organo di un partito – piccolo nei numeri ma grande nelle idee e nella testimonianza politica – come il Partito Liberale, infine dopo il 1994 costantemente schierata al nostro fianco nelle battaglie per un’Italia più liberale e più libera.

È proprio di una rivoluzione liberale che il nostro Paese ha bisogno, ed è questo l’obiettivo che ci poniamo nella stagione politica decisiva che si apre: liberare l’Italia dall’oppressione fiscale, dall’oppressione burocratica, dall’oppressione giudiziaria, della quale Tu ti sei tanto spesso occupato con coraggio e coerenza.

Noi vogliamo vincere le prossime elezioni per poter realizzare questo programma, semplice e radicale. Lo abbiamo riassunto in un simbolico albero della libertà, che mi sono divertito a disegnare personalmente, e che riassume le nostre soluzioni: meno tasse, meno Stato, meno burocrazia, più sicurezza interna e internazionale, più garanze per ciascuno, più aiuto a chi ha bisogno.

È con queste idee e con questo programma che il centrodestra può vincere le elezioni, ma soprattutto può governare l’Italia per cinque anni ed affrontare davvero in modo serio e credibile i problemi degli italiani. Un centrodestra, il nostro, che guarda all’Europa, sapendo che è importante farne parte, in modo autorevole, anche per riuscire a cambiare un modello europeo che ha fallito molti dei suoi compiti.

Per questo siamo orgogliosamente parte della grande famiglia dei Popolari Europei, che rappresentiamo in Italia: un modello politico e programmatico vincente ovunque capace di sconfiggere la sinistra e di portare i nostri partner europei fuori dalla crisi.

Anche gli italiani, come i cittadini di Germania, Spagna, Regno Unito, meritano di meglio degli stentati accenni di ripresa economica dei quali si parla con troppa enfasi in queste settimane.

Abbiamo ricominciato a crescere, ma molto meno dei Paesi con i quali ci confrontiamo in Europa, che sono usciti dalla crisi molto prma di noi, e che ora procedono a un ritmo molto più rapido del nostro. La crescita dell’Italia non raggiunge quel livello minimo necessario a incidere sulla disoccupazione, che rimane molto più alta dell’Eurozona, mentre i nostri governi l’avevano mantenuta due punti percentuali sotto la media europea. Per i giovani, la disoccupazione è un vero dramma generazionale. La pressione fiscale è a livello record e nonostante questo – è un amaro paradosso – il debito pubblico continua a salire, ed è un debito che carichiamo sulle spalle delle nuove generazioni che, prima o poi, dovranno ripagarlo.

In verità, l’entusiasmo della sinistra è almeno prematuro, e gli italiani d’altronde se ne rendono conto.

Questo vale anche per un’altra grande emergenza, quella dell’immigrazione clandestina. Nelle ultime settimane su questo fronte c’è stato un cambio di passo: finalmente hanno seguito almeno in parte il nostro esempio e le nostre indicazioni.

Ma questa scelta della fermezza, sulla quale d’altronde il Governo è diviso e che a sinistra sta già provocando molte polemiche, è tardiva e parziale. L’attivismo del ministro Minniti non può far dimenticare anni di inerzia e di buonismo inconcludente, non può far dimenticare che fu proprio il Governo Renzi a consentire che l’Italia diventasse il terminale di tutti gli sbarchi, né che per un anno siamo rimasti privi di una rappresentanza diplomatica in Egitto, privandoci di un partner fondamentale nel Mediterraneo, senza con questo fare alcun passo avanti sul caso di Giulio Regeni.

Cari amici, questo incontro è utilissimo per approfondire le risposte liberali ai problemi di questa Italia che – come diceva un grande liberale del Novecento – così com’è non ci piace, e non piace a milioni di italiani.

Non piace a tutti i delusi della politica, che non vanno più a votare, e che sono per gran parte moderati, persone serie e perbene che dalla politica si aspettavano onestà e concretezza. È a loro prima di tutto che dobbiamo rivolgerci, avendo il coraggio di rinnovare profondamente noi stessi, senza penalizzare chi ha ben meritato, ma mettendo in campo le migliori energie della società civile, del lavoro, delle professioni, della cultura, dell’impresa, del volontariato, e gli amministratori locali che hanno dimostrato di avere il consenso dei cittadini.

Questo centrodestra liberale, nel quale ovviamente le ragioni degli elettori della destra avranno come sempre spazio e dignità, dovrà dimostrare di essere diverso dalla vecchia politica, di essere al servizio dei cittadini delusi dalla politica, e non delle strategie personali o di partito di qualcuno. Lasciamo questo spettacolo alla sinistra, non ci appartiene e non ci interessa.

Ci interessa invece discutere di idee e di programmi, come state facendo voi nella bella cornice di Pietrasanta, una città ricca di storia e di arte e che ha la fortuna di essere guidata da un bravissimo sindaco come il mio amico Massimo Mallegni, che saluto con affetto.

Un ringraziamento speciale al nostro coordinatore regionale Stefano Mugnai e a tutti i nostri amministratori e militanti della Toscana. Grazie al loro impegno una regione storicamente rossa sta diventando sempre più azzurra. Con lui, saluto il senatore Giovanni Mauro, i parlamentari, gli esponenti della cultura e del giornalismo, e soprattutto i militanti e i simpatizzanti azzurri ai vostri lavori. A tutti loro, e a te Arturo in particolare, un abbraccio forte e affettuoso.

Forza Opinione, forza Pietrasanta e, naturalmente Forza Italia!

Silvio Berlusconi