“Festa de L’Opinione”, Il finale incentrato sull’immigrazione

All’incontro conclusivo della “Festa nazionale de L’Opinione”, in programma ieri all’interno del Parco della Versiliana, a Marina di Pietrasanta, hanno partecipato: il direttore responsabile de “L’Opinione delle Libertà”, Arturo Diaconale; il direttore editoriale de “L’Opinione”, Giovanni Mauro; Benedetto Della Vedova, sottosegretario di Stato del ministero degli Esteri; il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri; il direttore del Tgcom 24 Paolo Liguori; il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè; il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni e l’attore e regista Edoardo Sylos Labini, che ha letto una lettera di saluti inviata dal presidente Silvio Berlusconi. Tema del dibattito conclusivo della Festa, un argomento di strettissima attualità: l’immigrazione.

Secondo Gasparri, “il tema dei migranti è complicato. Ma di un fatto sono assolutamente convinto: aveva ragione Berlusconi quando aveva scelto Gheddafi come interlocutore. Perché ora la Libia è diventata una polveriera. E la questione dei flussi migratori rappresenta un problema per l’Europa che viene affrontato, esclusivamente, dal nostro Paese. Per dirla con una battuta: meglio la tenda di Gheddafi a Roma, piuttosto che vedere la Raggi sindaco della capitale. In conclusione, penso che il tema dei migranti sarà uno dei punti principali della prossima campagna elettorale”.

Per Della Vedova, “l’immigrazione è un tema fondamentale della società contemporanea. Lo è, in particolare, per il nostro Paese. Ma, a questo proposito, una questione decisiva attiene ai flussi irregolari di migranti. Il centrodestra, con il Governo Berlusconi, ha approvato una sanatoria per un milione di immigrati clandestini. Rispetto alla Libia di Gheddafi, non ho mai pensato che fosse una decisione sbagliata. Quanto al Governo Gentiloni, credo che abbia lavorato bene con l’obiettivo di riformare il progetto per un governo stabile in Libia”.

Lo Ius Soli per Della Vedova “è un tema di civiltà”, mentre per Gasparri “la questione è mal posta. La legge italiana consente già ai migranti di diventare cittadini del nostro Paese, dopo un numero congruo di anni”.