“Festa de L’Opinione”, “La Cultura e il nuovo Rinascimento”

“La Cultura e il nuovo Rinascimento”, questo il titolo della tavola rotonda che ha animato il pomeriggio di ieri al “Caffè della Versiliana” durante la “I Festa Nazionale de L’Opinione”. Sul palco della prestigiosa location di Marina di Pietrasanta la biografa e scrittrice Alessandra Necci, il giornalista Davide Giacalone, il direttore di “Tempi” Alessandro Giuli, il componente del Cda Rai Giancarlo Mazzuca e l’attore e regista Edoardo Sylos Labini.

Sylos Labini ha detto subito di “difendere la nostra identità culturale. Perché nel Villaggio Globale si sta perdendo la nostra migliore tradizione”.

Secondo la Necci “negli ultimi venticinque anni abbiamo assistito alla una svendita del sistema Paese. Sia dal punto di vista culturale che politico. Perché la cultura è una vera e propria infrastruttura. E se non risolviamo i nostri problemi atavici rimarremo in un eterno limbo. In una continua fase di transizione”.

Giuli ha sottolineato come “nel Rinascimento, la cultura ha dato vita alle numerose accademie che, attraverso lo studio delle tradizioni, hanno anticipato i meccanismi dell’unificazione nazionale”.

Per Giacalone “l’Italia del Rinascimento e del Risorgimento esiste ancora. Le nostre esportazioni non sono mai andate bene come in questo periodo. Alla faccia di chi sostiene che l’euro ci avrebbe danneggiati. Ma il nostro Paese non ha punti di riferimento apprezzati a livello internazionale. La scuola poi, compie miracoli al contrario. Il governo ha assunto migliaia di insegnanti. Ma la maggior parte di loro non è all’altezza della situazione. Mancano riferimenti culturali adeguati. È arrivato il tempo di creare un gruppo di intellettuali del centrodestra italiano. Io penso che sia una strada percorribile e non più rinviabile. Per queste ragioni, ringrazio Arturo Diaconale – ha concluso Giacalone – È riuscito ad organizzare questo incontro decisivo. Arturo, lo dico senza piaggeria, è uno dei pochi, autentici, intellettuali del nostro Paese. E io, personalmente, gli sarò per sempre grato”.

E proprio Diaconale ha dichiarato che “la cultura gramsciana ha esercitato un’egemonia culturale dal dopoguerra ad oggi nel nostro Paese. Ma esiste una cultura diversa: alternativa, liberale e libertaria. Mi riferisco alla nostra culturale liberale. Però dobbiamo superare questo complesso di inferiorità”.

Per Mazzuca “oggi ci troviamo di fronte a un’emergenza con il mondo dell’Islam. Ricordiamo che Mussolini riuscì a creare un ottimo rapporto con l’Islam nell’ambito culturale, politico e commerciale. Nel dopoguerra, Mattei sul petrolio aveva creato una grande collaborazione con l’universo islamico. Lo hanno seguito anche Andreotti e Berlusconi. Oggi esiste ancora la possibilità di riaprire un feeling con quel mondo?”.