Atac: referendum 2018, 33mila le firme raccolte dai Radicali

Scatoloni pieni di firme per promuovere un referendum cittadino e mettere a gara il trasporto pubblico di Roma, ora gestito dalla municipalizzata Atac. La “missione” dei Radicali è compiuta: a tre mesi dall’inizio della raccolta di adesioni per avviare la consultazione popolare in città sul futuro del trasporto pubblico locale (tpl), consegnate in Campidoglio le oltre 33mila firme necessarie. “Ora - avverte il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi - la sindaca Virginia Raggi entro gennaio dovrà indire la data per il referendum: una domenica tra aprile e giugno”.

Ma l’assessore capitolino alla Mobilità, Linda Meleo, ribatte: “Aprire ai privati non è la soluzione. Il referendum non collima con il percorso che stiamo portando avanti per avere un’azienda pubblica e forte. Puntare alla liberalizzazione del servizio è un grave rischio e parlarne oggi rappresenterebbe solo la morte della municipalizzata”. A mezzogiorno in punto Magi, insieme al segretario di Radicali Roma Alessandro Capriccioli e ad altri volontari, arriva in Campidoglio a bordo dei due minibus della campagna “Se non firmi t’ATtACchi”.

“È un risultato eccezionale, un’impresa che all’inizio sembrava impossibile - afferma Magi - Questa iniziativa ha un enorme valore anche nazionale, perché i leader politici ora dovranno esprimersi e fino a questo momento tutti i partiti si sono spaccati sulla questione. Il dibattito, che parte dalla capitale, riguarda in generale la gestione dei servizi pubblici - aggiunge - Ai romani verrà chiesto se vogliono una gara europea sul tpl al posto di un nuovo affidamento in house ad Atac. Preferibilmente si indica l’affidamento a una pluralità di soggetti - conclude Magi - Si tratta di un referendum consultivo ma porterà alle urne quasi 2 milioni di votanti per cui ha un enorme valore politico”.

La replica del Comune a 5 Stelle è affidata a Meleo, che attacca: “I radicali prendono in giro i romani. I pericoli più evidenti di una liberalizzazione oggi? Prima di tutto il rischio di un servizio pubblico di serie A e di uno di serie B, disomogeneità sul territorio, con un tpl differenziato a seconda della redditività delle tratte”. A sostegno dei Radicali si schiera Roberto Giachetti del Partito Democratico, vicepresidente della Camera ed ex candidato sindaco, tra i dem che hanno aderito alla campagna referendaria: “Mentre attendiamo che le firme vengano certificate, mi chiedo se Virginia Raggi pensa che i romani abbiano diritto di esprimersi. E qual è la proposta della giunta romana per garantire trasporti pubblici efficienti”.

E intanto le inefficienze di Atac finiscono nel mirino dell’Antitrust, che infligge una multa da 3,6 milioni all’azienda. “È l’ennesima dimostrazione di come sia stata mal gestita nel passato”, commentano dal Campidoglio. Dove si sta studiando il percorso migliore per il risanamento aziendale: tra le principali ipotesi il ricorso al concordato preventivo, una sorta di amministrazione straordinaria sotto l’egida del Tribunale.