L’eterna “telenovela” di una sinistra in cerca di leader

La ricerca di un leader è uno dei leit-motiv del centrosinistra italiano, che nasce nel 1995 proprio quando Pds, Ppi, Verdi e Sdi danno vita all’Ulivo scegliendo Romano Prodi candidato premier, poi scalzato dagli stessi che lo avevano portato a Palazzo Chigi. Il regicidio è infatti il secondo tratto di fondo del centrosinistra. Dopo la sfiducia al Governo Prodi da parte del Prc il 9 ottobre 1998, il professore chiede urne immediate, ma Pds e Ppi portano Massimo D’Alema a Palazzo Chigi. È lui il nuovo leader ma dopo la sconfitta della coalizione alle Regionali del 2000, si dimette. Al governo va Giuliano Amato, ma inizia la “telenovela” per scegliere il candidato premier nel 2001.

Sono contattati il Governatore di Bankitalia Antonio Fazio e Giovanni Bazoli, che il 21 aprile declina l’offerta. Rimangono in campo Amato e Francesco Rutelli finché il primo, il 25 settembre 2000 lancia la “staffetta” in favore dell’allora sindaco di Roma. Il centrosinistra alle elezioni del 2001 corre diviso (Ulivo, Idv e Prc) e Berlusconi si afferma, ed ecco che la leadership di Rutelli è rimessa in discussione: a lanciare un Opa ostile sull’Ulivo è il segretario della Cgil Sergio Cofferati che il 23 marzo 2002 porta in piazza centinaia di migliaia di persone.

Tenta la scalata anche Antonio Di Pietro, fino al ritorno di Romano Prodi che si impone attraverso le primarie dell’ottobre 2005. Il governo dell’Unione da lui guidato vince di misura le elezioni del 2006 ma a gennaio 2008 cade questa volta impallinato dall’Udeur: il Professore annuncia che farà “il nonno”. Nel frattempo era nato il Pd di Walter Veltroni, anch’egli incoronato alle primarie nell’ottobre 2007. Alle elezioni del 2008 raccoglie oltre 12 milioni di voti, ma soccombe sempre a Berlusconi.

Inizia il logorio da parte di Massimo D’Alema e dei suoi che spinge Veltroni a mollare il 18 febbraio 2009. Alle primarie nell’ottobre 2009 si afferma Pierluigi Bersani, che deve rintuzzare il “rottamatore” Matteo Renzi, che ogni novembre organizza la Convention della sua area alla stazione Leopolda di Firenze. Bersani accetta la sfida e alla vigila delle elezioni convoca nel novembre 2012 primarie aperte per decidere la premiership: e in due turni le vince. Ma alle elezioni del febbraio 2013 ecco il flop, con 8,6 milioni di voti. Dopo la fallita nascita di un governo da lui guidato, e il fallimento della candidatura di Prodi al Quirinale, Bersani lascia a fine aprile. L’8 dicembre inizia l’era Renzi: il primo leader del Pd a diventare premier. Fino al referendum costituzionale dello scorso dicembre.