Invasione Migranti, responsabilità del Pd

“Siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia”. Basterebbe questa frase dell’ex ministro degli Esteri del Governo Letta, Emma Bonino, a individuare i responsabili dell’invasione di migranti che il nostro Paese sta subendo da qualche anno a questa parte in seguito all’accordo Triton.

Queste “rivelazioni”, anche se da tempo diciamo che le politiche buoniste della sinistra hanno generato l’attuale situazione, hanno di fatto riaperto una polemica mai sopita sulla gestione dei migranti, sul ruolo dell’Italia in Europa e su quello dei governi tutti targati Pd (non votati dagli italiani) che si sono susseguiti dal 2013 a oggi.

Triton, ricordiamolo, è quel protocollo secondo il quale le navi dei Paesi europei che pattugliano il Mediterraneo devono portare in Italia i migranti eventualmente soccorsi. Quindi, aggiunge l’ex titolare della Farnesina, poiché il nostro Paese coordina tutta l’operazione è previsto che “tutti devono sbarcare in Italia”. Ma soprattutto, la Bonino distribuisce le colpe non solo a quel governo Letta di cui era Ministro, ma anche a quel Matteo Renzi che fa finta di essere incolpevole e di voler trovare una soluzione a un problema che non ha creato lui. Dice la leader dei Radicali: “Nel 2014-2016 (quindi in pieno Governo Renzi) che il coordinatore fosse a Roma, alla Guardia costiera e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia, lo abbiamo chiesto noi, l’accordo l’abbiamo fatto noi, violando di fatto Dublino”. E, pare, per ricevere in cambio dall’Europa un po’ più di flessibilità sui conti, magari per il nefasto Jobs act renziano. 

Una verità pesante quella della Bonino. Ma soprattutto, questo folle baratto potremmo inquadrarlo come alto tradimento da parte dell’ex premier verso il popolo italiano, che oggi si trova a dover pagare scelte sconsiderate di un primo ministro che ha messo sul tavolo la serenità e la tutela della propria nazione perché incapace di studiare una soluzione a rilanciare l’economia dello Stato.

Alla luce di queste notizie, il Partito Democratico non può che essere definito come il partito avverso agli italiani. I suoi maggiori rappresentanti hanno venduto la nostra sovranità all'Europa per avere solo il proprio tornaconto economico e elettorale.

Infatti, in cambio di un’invasione senza precedenti storici, Pinocchio-Renzi e i suoi compagni hanno potuto portare avanti le loro dubbie scelte economiche, e la mente non può non portare a Banca Etruria. Hanno ingannato tanto gli italiani, che hanno perso di sovranità, sicurezza sanitaria, economica e pace sociale, quanto gli immigrati illusi dalla possibilità di un futuro migliore e ai quali viene invece offerta un’assistenza vergognosa, dietro alla quale prolifera il business dell’immigrazione. A sinistra, evidentemente, interessava più farsi qualche amico in Vaticano, senza escludere la massimizzazione dei profitti per le solite cooperative o associazione amiche, che assumere un ruolo di guida illuminata di una nazione.

Ora che il danno è fatto, però, non vogliamo cadere nel solito gioco delle responsabilità, ma vogliamo offrire una soluzione urgente e percorribile. In primis quanto da tempo chiede Giorgia Meloni, il blocco navale che limiterebbe questo ignobile traffico di esseri umani. Una misura che il governo Berlusconi aveva concordato con la Libia di Gheddafi prima che la Francia, per suo tornaconto, decidesse di generare il caos delle primavere arabe di cui ancora oggi paghiamo il conto. E poi, il controllo delle navi delle Ong su cui c’è un sospetto di incentivazione all’immigrazione; l’aiuto attraverso politiche di sostegno in loco alle popolazioni africane, che così sarebbero disincentivate ad imbarcarsi verso questi viaggi della morte. Misure che alleggerirebbero l’Italia da una pressione che ormai ha raggiunto livelli insostenibili.

Sono soluzioni attuabili e soprattutto misure di salvaguardia nazionale che un governo dovrebbe avere come sua prima missione. Non lo hanno avuto certamente questi esecutivi targati Pd, anti-italiani e irresponsabili.

(*) Consigliere regionale del Lazio e membro dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia