Il tramonto<br />dei radical chic

Non solo la politica e i politici radical chic non hanno capito il perché di Trump, Brexit, Le Pen e in Italia Grillo, Salvini e Meloni, ma continuano ipocritamente a parlare di pericolo fascista. Ovviamente si tratta di un’idiozia puerile, perché altrimenti dovremmo dire che improvvisamente più di mezzo mondo è diventato fascista, razzista, manganellatore e quant’altro. Il fascismo non c’entra nulla, non solo perché insieme ai suoi orrori e alle sue vergogne è stato sconfitto e sepolto, ma perché i venti di protesta mondiale nascono da tutt’altre ragioni. Che poi i radical chic della sinistra, cattocomunista, del pensiero chierico-parrocchiale, cerchino ipocritamente di spaventare tutti col pericolo dell’olio di ricino, è storia antica. Lo fanno da sempre e lo fanno con tutti a prescindere, pensate che il beatificando Barack Obama all’atto dell’insediamento fece togliere dallo studio ovale il busto di Winston Churchill. Con tutta probabilità l’ex Presidente degli Usa lo riteneva “fascista”, dunque immeritevole di campeggiare nello studio ovale della Casa Bianca.

Insomma, nella loro storia i sinistrini, più o meno moderati e azzimati di Gucci e Chanel, quando parlavano di chiunque non la pensasse come loro, il più delle volte lo accusavano di fascismo. Dal dopoguerra a oggi in modo diversamente intenso e colorito nel mondo è toccato a De Gaulle, a Reagan, alla Thatcher e persino a Craxi, di beccarsi l’aggettivo fatale. Con Berlusconi poi non ne parliamo, il semplice fatto di aver unito un polo antagonista al centrosinistra, riuscendo a vincere anche insieme ad Alleanza Nazionale, lo ha trasformato in un novello Duce. Se non fossero fasulli con questo loro ritornello, i radical chic farebbero pure tenerezza, non essendo così fanno solo indignazione.

Insomma, per loro fascisti, razzisti e pericolosi sono decine e decine di milioni di americani, di inglesi, di francesi, di italiani, di olandesi, di ungheresi, che non hanno votato a sinistra. Sono così ipocriti che se potessero darebbero del “fascista” anche a Benjamin Netanyahu, visto che il primo ministro israeliano è di destra, non lo fanno per quel minimo di pudore intellettuale che conservano. In buona sostanza non sanno riflettere sui loro sbagli, sulla gravità delle omissioni sugli errori e sulle discriminazioni che loro hanno ingenerato, fino al punto da suscitare nel mondo intero la voglia di dire: “Basta, andate a casa”. Per loro dire basta andate a casa, avete sbagliato tanto, troppo, è da fascisti, liquidano e demonizzano così ogni pensiero alternativo, perché per loro l’opposizione è democratica solo quando la fa la sinistra. Non sanno domandarsi perché, il perché sull’immigrazione incontrollata, la fiscalità ossessiva, il fallimento dell’Euro e dell’Europa, la globalizzazione, le sanzioni a Putin, la drammatica destituzione di Gheddafi. Non sanno riflettere sull’islamizzazione crescente, sull’invadenza della Cina, sulla necessità, che anche nei mercati di ogni tipo, esistano diritti ma soprattutto doveri. Infatti, il sentirsi “chic” sta nel fatto di trattare solo i diritti perché per loro i doveri sono marginali, ininfluenti, optional. Insistono nel non capire la realtà e citano Karl Popper a vanvera dimostrando di non aver capito nemmeno il senso profondo e liberale della “Società aperta”, nella quale il primo dovere è il rispetto del libero e altrui pensiero. Ecco perché perdono, ecco perché nel mondo si afferma sempre di più la voglia del diritto e del dovere, del principio della reciprocità, dell’importanza dello Stato democratico, liberale e dei suoi confini.

Lo Stato esiste se esiste il confine, l’uno non può fare a meno dell’altro e il “confine” significa tanto, tutto, nel diritto, nella democrazia, nella vita economica e sociale, nei rapporti internazionali, nella libertà e nel senso laico dell’amor patrio. Per questo liquidare Trump, Brexit e la ventata euroscettica, come fenomeni rozzi, pericolosi, razzisti, sovranisti e dunque un po’ fascisti, è l’ennesima ipocrisia radical chic. In America, in Europa e in Italia sta cambiando il pensiero e il sentimento popolare e quando accade, è solo perché qualcuno ha sbagliato, ha fallito, ha tirato troppo la corda e la democrazia reagisce. Altro che populismo becero e sottocolto, altro che parlare alla pancia della gente, è solo ed esclusivamente il ruggito della democrazia, si chiama così anche quando non sta a sinistra.