12 giugno 2012POLITICA
Nel 1773, durante il primo tea party di Boston, i coloni
americani gridavano «no taxation without representation». Il 16
giugno, a Venezia, il tea party italiano scenderà in piazza per
gridare niente tasse e soprattutto niente tasse imposte da un
Governo che non rappresenta i cittadini e che da questi non è stato
eletto.
Il tea party italiano, come movimento di opinione in difesa dei
contribuenti tartassati, ha promosso una grande mobilitazione
contro l'Imu, a partire dalla sua introduzione nel decreto
salva-italia di Monti. È stata infatti fatta circolare in tutti i
consigli comunali d'Italia una mozione per abbassare l'aliquota Imu
sulla prima casa, creando una vera e propria rete operativa, fatta
di fatti e non solo di slogan e parole.
Il 16 giugno scendiamo in piazza anche perché la politica non ha
dato risposte. Quelli che furono i più grandi partiti della Seconda
Repubblica, Pd e Pdl, aspettano, come dei notabili romani, la loro
fine politica. Lotte di potere, primarie invocate da più parti,
formattatori del Pdl e rottamatori del Pd, non sembrano altro che
giovani politici che cercano di sostituirsi ad una vecchia classe
dirigente solo per questioni anagrafiche: nessuno di loro che parli
di idee e programmi. Alcuni aspettano con ansia la discesa in campo
di Montezemolo, che è stato, però, uno dei primi sostenitori del
governo tecnico. Insomma, la situazione politica in Italia sta
diventando sempre più torbida e ci sarà da aspettare a lungo per
avere chiarezza e soprattutto per avere dei programmi politici
veramente liberali. Anche Oscar Giannino ha lanciato un appello
alla formazione di un partito o di una lista liberale. Vedremo cosa
succederà in questa estate politica che si preannuncia
caldissima.
I professori intanto hanno dimostrato che gli imprenditori sono
solo delle vacche da mungere e che il loro profitto, già esiguo in
tempi di crisi, è una colpa. Hanno dimostrato che il risparmio è un
privilegio da tassare e che la proprietà di una casa è un atto di
superbia da punire con nuovi balzelli. I tecnici hanno invocato i
controlli di Equitalia, sempre più subdoli e duri, e, con la
superbia del cattedratico che giudica gli studenti, considerano il
popolo inferiore, immorale, sempre pronto a barare e a
giustificarsi. Ma i fatti hanno smentito il loro operato e la loro
visione: ad oggi lo Stato ha incassato meno del previsto, per colpa
delle troppe tasse che frenano i consumi. Lo capiscono tutti, solo
chi ha frequentato la Bocconi pare non riesca a capire la curva di
Laffer. Nel corso della storia molti paesi si sono impoveriti per
colpa della tassazione eccessiva e mai nessun paese è diventato
grande e prospero per l'alta tassazione.
La manifestazione di Venezia segna dunque un punto fondamentale
per la storia del tea party italiano: il movimento ha resistito ad
ogni tentativo di mettere il cappello politico da parte di questo o
quel partito ed è riuscito a mantenere una propria integrità, sia
nelle idee sia nei fatti. Una scelta di coerenza, dote che forse
manca anche all'attuale presidente del Consiglio che prima di
svolgere il ruolo di salvatore della Patria era consulente per una
agenzia di rating che ha distrutto l'immagine dell'Italia
declassandola. Sì, lo stesso professore che esaltava il ruolo
dell'Euro quale toccasana per la Grecia.
Diceva qualcuno che gli economisti sono ottimi anatomisti e
pessimi chirurghi: operano a meraviglia sul morto e massacrano il
vivo. A massacrare gli italiani ci penserà il Governo tecnico, che
non pago del calo delle entrate tributarie promette inasprimenti
alla lotta all'evasione. Evitate di passare le vacanze nei posti
più rinomati: rischiereste di trascorrere ore sotto l'ombrellone
insieme alle Fiamme Gialle. Grettamente, il ministro ombra
dell'economia, Giarda, ha già stroncato sul nascere ogni ipotesi di
allentare la morsa della pressione fiscale. E se le cose continuano
in questo modo rischiamo di trovarci nella stretta di una nuova ed
asfissiante manovra a fine anno. Per non parlare delle successive
scadenze dell'Imu.
Per questo è importante partecipare il 16 giugno. Per dire no ad
una tassa ingiusta. Per dire no a chi pensa che la proprietà sia un
furto.