L’era dei droni

Sono diversi anni ormai che l’utilizzo dei droni, tecnicamente chiamati Apr - Aeromobile a Pilotaggio Remoto, si è notevolmente diffuso ed è entrato a far parte degli strumenti utilizzati sempre più spesso dall’uomo.

Coniato quasi cento anni fa, il termine drone deriva dall’inglese “drone” che significa “fuco”, il maschio dell’ape, dovuto al ronzio che emettevano i primi esemplari. Le sue radici affondano in tempi lontani ed in ambiente militare dove per primi sono stati utilizzati: il primo veicolo aereo da guerra senza equipaggio risale al 1849 quando gli austriaci attaccarono Venezia con delle mongolfiere senza pilota cariche di esplosivo, fino ai recenti modelli, sofisticatissimi, che possono volare silenziosamente per oltre 20 ore su un’area assai vasta e possono essere sia armati e, quindi d'assalto, che dotati di soli sensori di ripresa e trasmissione, per il monitoraggio di zone di guerra troppo rischiose, evitando, così, perdite di vite umane.

Tuttavia, dal solo uso in ambito militare le cose si sono notevolmente evolute e l’impiego dei droni si è via via diversificato: siamo ormai a conoscenza degli sviluppi in ambito di ripresa video, sia da parte di registi ed operatori professionisti che da molti utenti comuni e non specializzati che li utilizzano in modo ludico, per scattare selfie da angolazioni originali o filmare dall’alto un paesaggio mozzafiato; ma in realtà i droni si sono rivelati molto validi nello svolgimento di compiti meno conosciuti, estendendone l’impiego in svariati settori.

Ad esempio si sono rivelati molto utili nelle zone colpite da disastri naturali: i sensori che possono essere inseriti in un drone sono spesso utilizzati per aiutare i soccorritori a localizzare i sopravvissuti, sono uno strumento prezioso per fare rapide mappature dei territori colpiti per una valutazione dei danni e possono recapitare forniture di primo soccorso anche in zone impervie o altrimenti non raggiungibili. Nella fase immediatamente successiva al passaggio dell’uragano Harvey nel Texas e nella Louisiana nel 2017, i droni hanno dimostrato tutta la loro efficacia nell’affiancare l’uomo nella fase delicata dei primi interventi. Non solo: in aree remote o colpite da disastri naturali, i droni offrono anche la possibilità di ristabilire una utilissima connessione internet che annulla immediatamente le barriere dell’isolamento per le persone colpite.

I droni vengono anche utilizzati in frangenti meno drammatici ma altrettanto importanti quali ad esempio in agricoltura, per lo studio del terreno, la lotta ai parassiti e l’irrorazione dei campi; in campo edilizio sia in fase di progettazione che di costruzione vera e propria; in ambito naturalistico per salvaguardare la sopravvivenza di specie a rischio di estinzione grazie alla possibilità di poterli osservare in maniera non invasiva nel loro ambiente naturale; nel settore industriale per effettuare indagini strutturali e ricerche di guasti o malfunzionamenti in grandi strutture come oleodotti, gasdotti, linee elettriche e ferroviarie, in maniera sicura, veloce e indubbiamente più economica.

Considerando che recentemente l’azienda di commercio elettronico Amazon ne sta sperimentando l’utilizzo per la consegna di pacchi in tempi rapidissimi, circa 30 minuti, con una versione capace di interagire con gli utenti attraverso la gestualità o l’uso della voce... quali altre utili novità ci riserverà il futuro?