Hong Kong, Pechino Cina minaccia Washington

Fra Washington e Pechino è scontro per “l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act”. Si tratta di una legge firmata dal presidente Donald Trump e varata dal Congresso americano a sostegno delle proteste per la democrazia in corso da oltre cinque mesi nell’ex protettorato britannico.

La Cina ha espresso “forte rammarico” minacciando “decise contromisure”. In una nota del ministero degli Esteri si legge che “la natura di ciò è estremamente abominevole e nasconde assolutamente intenzioni ostili. Avvisiamo gli Stati Uniti di non procedere ostinatamente sulla sua strada, altrimenti la Cina adotterà decise contromisure e l’America dovrà rispondere di tutte le relative conseguenze”. Dopodiché, la Cina ha convocato, per la seconda volta dopo lunedì, l’ambasciatore statunitense Terry Branstad chiedendo la fine delle interferenze di Washington negli affari interni di Pechino.

Intanto, la polizia di Hong Kong ha avviato la “bonifica” del Politecnico, sotto l’estenuante assedio negli ultimi 11 giorni. Il campus, nel mezzo dei violenti scontri tra manifestanti e polizia, era diventato un fortino degli attivisti. Le operazioni sono scattate dopo che l’ateneo aveva fatto ispezioni per due giorni, rinvenendo solo una giovane in stato di disagio fisico e psichico. Secondo i media, questa mattina uno degli “irriducibili” ha detto che ci sarebbero ancora poco meno di una ventina di persone nascoste.