Israele: esercito in allerta al nord dopo minacce Hezbollah

I militari israeliani sono stati messi in allerta al confine nord del Paese. La misura si sarebbe resa necessaria dopo le ultime minacce degli Hezbollah per l’uccisione di suoi due miliziani in attacchi aerei dello stato ebraico in Siria. È quanto hanno detto fonti ufficiali, riferite dai media, secondo cui Hezbollah cercherà di colpire obiettivi israeliani al nord del Paese.

Il premier Benyamin Netanyahu ha parlato in relazione all’intervento del leader Hezbollah dopo i raid israeliani in Siria e l’uccisione di 2 miliziani sciiti. “Ho sentito le parole di Nasrallah – ha attaccato Netanyahu – gli consiglio di calmarsi. Sa molto bene che Israele sa difendersi al meglio e rispondere adeguatamente ai suoi nemici”.

Netanyahu vuole dire “al Libano (che ospita questa organizzazione che anela a distruggerci) e anche a Kassam Suleimani (capo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran): fate attenzione a ciò che dite e ancora di più a ciò che fate”.

Nel frattempo, l’esercito israeliano ha ristretto i movimenti sulle strade adiacenti la frontiera con il Libano nel timore di una ritorsione degli Hezbollah dopo gli attacchi attributi ad Israele in Siria e Libano. Secondo le istruzioni pubblicate dall’esercito, è proibito ogni passaggio su strade entro i 5 chilometri (3 miglia) dal confine, comprese le strade tra il kibbutz di Sasa, Ramot Naftali e altre zone vicino alla frontiera.

Intanto, quattro razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza contro Israele. Lo ha detto il portavoce militare israeliano secondo cui tre di questi sono caduti dentro il territorio di Gaza mentre l’altro in un campo aperto in Israele. “In risposta ai tiri dall’enclave palestinese, l’aviazione israeliana – ha aggiunto l’esercito – ha colpito una postazione di Hamas nel nord della Striscia”.