Brasile, l'arresto di Temer mette in difficoltà Bolsonaro

L’arresto di ieri, a San Paolo, dell’ex presidente brasiliano Michel Temer potrebbe avere ripercussioni negative sulla riforma delle pensioni in discussione al Congresso di Brasilia e fortemente voluta dal suo successore, Jair Bolsonaro. Temer - fanno notare alcuni osservatori sui media brasiliani - continua ad esercitare una forte influenza nel suo partito, Mdb (Movimento Democrático brasileiro), i cui voti sono necessari per l’approvazione del progetto di legge.

L’ex presidente è accusato di far parte di una associazione a delinquere che ha incassato ingenti tangenti pagate dall'azienda Engevix per assicurarsi contratti legati alla costruzione della centrale nucleare Angra II, nello Stato di Rio de Janeiro. Secondo i responsabili della Procura, però, le tangenti sulla costruzione di Angra III facevano parte di “uno schema di corruzione ben più vasto”, operativo da quasi quattro decenni, nel quale Temer aveva come principale collaboratore all'ex colonnello della polizia Baptista Lima Filho, anche lui arrestato giovedì. In una conferenza stampa, i responsabili dell'inchiesta hanno indicato che “la somma di 1,8 miliardi di reais (pari a circa 520 milioni di dollari) rappresenta la stima dell'ammontare delle tangenti riscosse da questo gruppo durante anni”.

Intanto Temer ha passato la sua prima notte dietro le sbarre “indignato e triste”, ha rivelato il suo ex ministro Carlos Marun. “È ovviamente sorpreso, indignato. Lui è una persona che conosce la legge, e sa quanto sia inopportuna la decisione giudiziaria in base alla quale è finito in carcere”, ha detto Marun ai media dopo aver visita Temer nella sede della direzione della polizia nel porto di Rio de Janeiro dove è stato portato giovedì sera, dopo l'arresto.