Boeing: l’Australia mette al bando il 737 Max 8

Lo schianto del volo del Boeing 737 Max 8 dell’Ethiopian Airlines, che ha causato la morte di 157 persone, tra cui otto italiani, ha determinato la dura presa di posizione di diversi Paesi e compagnie aeree. L’autorità per l’aviazione civile dell’Australia ha sospeso l’uso dell’aereo. Medesima decisione è stata assunta da Singapore, dalla Corea del Sud e dalle compagnie aeree Aerolineas Argentinas e l’indiana Jet Airways. Ma il no all’uso dell’aereo era arrivato anche dalla Cina, dall’Indonesia, dall’Etiopia e dalle Isole Cayman. Gli Stati Uniti non hanno bloccato l’aereo, ma hanno chiesto alla Boeing di apportare modifiche al software e al sistema di controllo Mcas (Maneuvering Characteristics augmentation system).

Si tratta di un sistema che può abbassare automaticamente il muso del velivolo in caso di stallo. Così la Boeing è stata costretta ad annunciare che procederà all’aggiornamento del software dell’intera flotta. La Cina ha deciso di tenere a terra i Boeing “incriminati”, mentre in India le autorità hanno imposto ulteriori misure di sicurezza alle quadre di manutenzione e agli equipaggi. Frattanto, i piloti della compagnia argentina Aerolineas Argentinas hanno annunciato che non voleranno su questo tipo di aereo fino a quando non avranno ricevuto “sufficienti informazioni e garanzie”.