Khashoggi, la Turchia vuole arrestare due sauditi

Recep Erdogan non vuole incontrare il principe Mohammed bin Salman. Di più. La Turchia ha chiesto di arrestare due stretti collaboratori dell’erede al trono saudita. Sul caso Jamal Khashoggi è ormai scontro aperto fra Ankara e Riad. L’assassinio del giornalista e scrittore saudita divide anche le istituzioni statunitensi. Il Senato e la Cia sono in contrasto con Donald Trump. Per salvare le commesse di armi a Riad, il presidente americano continuerebbe a difendere il principe. A Istanbul la procura generale ha spiccato ordini di arresto nei confronti di due funzionari accusati di aver ucciso Khashoggi. A ricevere il provvedimento sono due esponenti molti vicini all’erede al trono. Entrambi avrebbero fatto parte dello “squadrone della morte” composto da 15 elementi, arrivato da Riad per uccidere l’editorialista del “Washington Post”.

Il mandato d’arresto emesso dalla procura di Istanbul rafforza il sospetto che il principe ereditario abbia avuto un ruolo diretto nell’omicidio Khashoggi. L’Arabia Saudita ha intanto subito rigettato la richiesta turca di estradizione dei due uomini vicini al principe. I due sono Saud al Qahtani, stretto consigliere ed ex responsabile della comunicazione sui social dell’erede al trono, e il generale Ahmed al Asiri, ex numero 2 dell’intelligence. Sono entrambi “fortemente sospettati” di essere stati tra i “pianificatori dell’omicidio”. Entrambi sono stati rimossi dal loro incarico, ma si trovano in patria. Il Regno non ha intenzione di estradarli.