Usa, la notte delle midterm al fotofinish

A due anni dall’elezione di Donald Trump, l’America è chiamata nuovamente alle urne. Oggi si tengono le elezioni di metà mandato. I cittadini statunitensi sono chiamati ad eleggere i 435 membri della Camera dei rappresentanti e 35 senatori, un terzo dei 100 membri del Senato. Saranno scelti anche 36 governatori su 50 Stati. All’elezione è stato attribuito un significato “storico” per via di una serie di primati. Innanzitutto, la personalizzazione del voto. Secondo i commentatori internazionali, si tratta di un vero e proprio referendum sul tycoon. Se i repubblicani dovessero prevalere o, quantomeno, non dovessero perdere malamente, per l’inquilino della Casa Bianca si aprirebbero delle “praterie politiche” per la rielezione del 2020. Già. Il midterm è una sorta di prologo alle presidenziali che si terranno esattamente tra due anni.

Ma per dare il via alla cosiddetta fase “dell’anatra zoppa” (l’eventualità in cui presidente debba confrontarsi con un Parlamento di segno politico opposto), i democratici avranno bisogno di conquistare almeno 23 deputati aggiuntivi per ottenere la maggioranza alla Camera. Per i dem è arduo conquistare il Senato. Un dato decisivo è legato al voto femminile. Le donne avranno un peso straordinario in questa tornata elettorale. Sono loro a rappresentare il vero ago della bilancia di queste elezioni. Non a caso, numerose donne sono candidate. Non solo. Si presentano anche diversi afroamericani, latini e attivisti dei diritti civili.  I sondaggisti sono convinti che i democratici siano favoriti per ottenere la maggioranza alla Camera, mentre i repubblicani dovrebbero riuscire a conservare il controllo del Senato. Ma è anche vero che la parola più usata è “incertezza”. Infatti, in una ventina di circoscrizioni, i sondaggi ipotizzano risultati con margini troppo risicati.

L’economia, con i gli ottimi dati sull’occupazione, la produzione industriale, il Pil e i salari in crescita rappresenta un terreno sul quale il presidente potrebbe “dettare legge”. Ma Trump ha scelto, consapevolmente, di radicalizzare il confronto elettorale. Così, piuttosto che parlare di numeri ha scelto di puntare sulle politiche anti-migranti. A questo proposito, ha “comiziato” a lungo sulla carovana di migranti che marcia verso il confine tra Stati Uniti e Messico. Il presidente ha inviato oltre 5mila militari per fermarla.